Poi mi chiedo: ma quanti italiani sono effettivamente religiosi praticanti come si deve? Mi risponde Oggi7.info (un portale italo-americano, piuttosto americanofilo ma apparentemente ben fatto), in un ottimo articolo intitolato Gli italiani e la Chiesa: tra fedeltà e disobbedienza. Contiene un bel pò di statistiche interessanti e contraddittorie (dalle quali si deduce che quello che dice Mons. Ruini convince pochissimi italiani), e chiosa così:
Le quattro tipologie del cattolico italiano (l’87,8% della popolazione, ndr). La prima è quella dei cattolici a corrente continua: interessa quel 36,8% ”in regola” con il precetto cristiano e che afferma di partecipare alla Messa ogni domenica (30,6%) o anche più volte alla settimana (6,2%). Della seconda tipologia fanno parte i cattolici a corrente alternata, quelli cioè che si recano in Chiesa a domeniche alterne: fa parte di questa categoria il 23,7% del campione. Ci sono poi i precettati del Natale e della Pasqua: si tratta di quel 29,8% di intervistati che segue la Messa soltanto in occasione delle principali festività religiose, come il Natale o la Pasqua, e le altre feste religiose della cristianità. Infine trovano posto i cattolici delle quattro ruote (8,1%), quelli cioè che vanno in Chiesa tre volte durante tutta la vita: in occasione del battesimo, del matrimonio e del funerale. Con una caratteristica in comune: in tutti e tre i casi vengono accompagnati in automobile.
Quindi i cattolici veri sarebbero circa un terzo della popolazione. Infatti mi pareva.

