Origini di un culto

Qui in casa (abito in collina) con gli insetti abbiamo da sempre una politica di catch and release. Quando ne entrano li acchiappo e li butto fuori utilizzando un metodo apparentemente rozzo ma efficace, specie prendendoci la mano: quando si posa, si imprigiona l’animale con un bicchiere, ci si infila sotto un cartoncino e quindi si libera la bestiola all’aperto.

Secondo me tra gli insetti della zona si va diffondendo questa storia. Esiste un luogo fresco, ombreggiato e odoroso di buono (casa mia) dove è possibile entrare (quando apro la porta) ma non uscire, per via di un potere invisibile (il vetro) e un demone malefico (la zanzariera). Ma spesso, dopo attimi di smarrimento, all’improvviso appare un’immensa divinità benigna (io) dotata di due strumenti magici: un raggio invisibile (il bicchiere) e un tappeto volante (il cartoncino). Detta divinità preleva il malcapitato e, dopo un viaggio sciamanico nel grembo divino (il tragitto nel bicchiere verso la porta), lo libera nell’aere con un gesto benedicente.

Quindi se vedete un insetto che adora un bicchiere o venera un cartoncino, adesso sapete come mai.