Dice Clemente che non si farà processare sulle piazze mediatiche, e infatti ha già fatto chiudere un blog che lo odiava. Ma come si può odiare Clemente? Lo si può solo amare: lui, il capo del governo che gli ha affidato il Ministero della Giustizia, la coalizione che lo sostiene, i leader della maggioranza che concordano con lui raffinate strategie, gli altri ministri suoi colleghi. E la sua famiglia (così graziosamente benedetta dalla carriera di Clemente), la sua amata Ceppaloni, e quel decisivo 2% di italiani che nel segreto dell’urna ha scelto le idee, la filosofia politica e la visione del futuro proposta dall’Udeur. Li amo tutti, uno per uno, e trovo scandaloso che nessuna voce nel governo si sia levata per difenderlo (tranne, va detto, il feroce Romano). Perché Clemente siamo noi – tutti noi.

