Diverse persone mi hanno chiesto cosa pensassi dell’ultima trovata promozional-distributiva dei Radiohead: vendere gli mp3 del nuovo album a offerta libera sul sito, in attesa dell’uscita del maxibox – doppio CD e doppio vinile – venduti in bundle a 40 sterline solo sul sito della band a partire da dicembre.
Mi pare un’idea intelligente, realistica e inevitabile. Come sappiamo bene, oggi reperire della musica a costo zero è semplicissimo – e la musica in se e per se non vale più nulla. Se però sei una band di culto come i Radiohead, puoi tentare (e pare che ci stiano riuscendo) di invertire questa tendenza proponendo ai tuoi fan un circolo virtuoso: ti vendo gli mp3 a talmente poco che preferirai scaricarli dal sito (dove non c’è proprio tutto l’album), e poi aspettare dicembre per comprarti (direttamente dalla band) il boxone a 60 euri.
Quello della relazione diretta fan-band mi pare il dato più interessante e incoraggiante. Nessun acquirente di musica ha più remore a fottere una discografica: solo in America le major hanno intrapreso azioni legali (per possesso di mp3 non autorizzati) contro più di 20.000 persone dal 2003 a oggi, quindi la guerra è aperta (scarica un PDF con maggiori informazioni). Viceversa si è molto meno disposti a fregare una band, specie se propone politiche intelligenti e non spreme i suoi fans come pompelmi (anche se il bundle doppio CD/LP francamente mi pare un po’ un pacco).
Esattamente come stanno facendo da alcuni anni sul loro sito gli Elio e le Storie Tese. Che non raccontano angosce cosmiche, non ravanano nelle ansie del proprio ombelico, ma che strategicamente mi sembrano molto più avanti dei Radiohead.


Anche io scrissi riguardo questa cosa e devo dire che mi trovo d’accordo con te (tranne per la supremazia di Elio sui Radiohead :D ).
Un solo appunto, ma non di natura informativa: ritengo il box da 60 € un pezzo da collezione, proprio per la natura in cui viene presentato. Doppio cd con mini vinile, più package psichedelico e vari libretti. Io l’ho comprato perchè così c’ho un regalo da farmi a natale, e non ne vedo uno migliore di un disco che attendo da 5 anni.
Però, c’è un però, sti gran paraculi dei RH hanno sfruttato lo strumento internet che utilizzano ampiamente e a pieno regime già da anni. Quindi il fallimento non poteva “quasi” nemmeno essere contemplato.
Comunque, giusto per spammarmi un pò, qui e qui ci sono i miei articoli.
Ciao!
Beh, di solito il pezzo da collezione è vintage, o in edizione limitata… Pare che invece adesso perfino il giornale di oggi lo sia. Contento chi sborsa (per il “package psichedelico e vari libretti”), contenti tutti.
Sulla supremazia di Elio su Yorke non ho alcun dubbio (aldilà dell’intonazione, perfetta quella di Elio, vacante quella di Yorke). Vi confido un segreto: a me i Radiohead mi sfrangono le palle come efficientissimi tritacarne al laser.
Personalmente trovo questa relazione diretta fan-band uno straordinario
avvenimento per “ricominciare da capo, da dove non c’è certezza”.
Se questo modello avrà successo, finalmente sarà possibile smontare
i meccanismi di un mondo dove la parola ‘musica’ è legata ad ‘economia’
e ‘mercato’.
In una piazza virtuale riavremo la possibilità di riconoscere un dono
a chi ha arricchito il nostro tempo con parole, suoni, emozioni, il pegno
che le nostre tasche ci possono permettere, così come una monetina
lasciata cadere nella ciotola di un violinista in metropolitana.
>>> Esattamente come stanno facendo da alcuni anni sul loro sito gli Elio
>>> e le Storie Tese. Che non raccontano angosce cosmiche, non ravanano
>>> nelle ansie del proprio ombelico, ma che strategicamente mi sembrano
>>> molto più avanti dei Radiohead.
…forse perché di manager come Marco Conforti
non ce ne sono molti…
Ad esempio c’è…Marco Conforti…e poi…
…poi…boh…dimmelo tu :-)
d’accordo, però… nel senso che quella dei RH è forse l’unica stradasensata percorribile oggi da un certo tipo di gruppi, cioé quelli che hanno una popolarità tale da permettersi di poter vendere un doppio con ammennicoli vari spacciandolo per il super-mega-collectable disco del lustro e di trovare anche qualcuno che se lo compra dopo aver scaricato alcuni brani aggratis dal sito internet.
di certo non può essere la strada dei, che so, unbeliavable cazzons o anche solo dei liars.
insomma, bisogna distinguere tra musica e musica.
Ho sentimenti contrastanti su questa ideona dei Radiohead.
Da un lato mi piace la spallata all’industria discografica (“non abbiamo bisogno di voi”).
Dall’altro però trovo molto furbesca tutta la manovra e davvero insensato costringermi a scegliere tra gli mp3 (schifo e orrore) e un cofanetto megalusso con le stesse canzoni in CD e vinile (checcazzo me ne faccio). Una normale edizione a 20 euro no?
Mi domando poi come potrebbero i RH permettersi tutto ciò se non fossero già i RH, cosa che sono diventati grazie ad una carriera assolutamente piena di compromessi, soprattutto fino al terzo album.
E poi: ci piacerà un futuro della musica fatto solo di download? A me mette una tristezza indicibile.
>>> dice Michelangelo:
>>> […]
>>> trovo molto furbesca tutta la manovra e davvero
>>> insensato costringermi a scegliere tra gli mp3
>>> (schifo e orrore)
Ciao Michelangelo, perché definisci
gli mp3 “schifo e orrore”?
sarà che i miei timpani non son più quelli di un bimbo,
ma in un ascolto in cuffia non percepisco differenze
rilevanti tra mp3 ed altri tipi di formati digitali
più ‘grassi’…
>>> e un cofanetto megalusso con le stesse canzoni
>>> in CD e vinile (checcazzo me ne faccio). Una normale
>>> edizione a 20 euro no?
Evidentemente non riescono a guadagnar molto
vendendo le edizioni ‘normali’ e quindi hanno
banalmente deciso che quella non avrebbe dovuto
essere un’edizione ‘normale’ bensì ‘megalusso’.
Personalmente poi non escludo che se un giorno
dovessero metter in vendita un’edizione limitatissima
al prezzo di £500,00, nel giro di poche ore andrebbe
esaurita.
>>> Mi domando poi come potrebbero i RH permettersi tutto
>>> ciò se non fossero già i RH, cosa che sono diventati
>>> grazie ad una carriera assolutamente piena di compromessi,
>>> soprattutto fino al terzo album.
Perdona la banalità, ma
così è la vita.
Solo se sei un vero artista ed hai anche la grande fortuna
di non incontrare nessuno che ti opponga resistenza, beh
solo in quel caso – forse – non dovrai scendere a patti per
riuscire a vivere della tua arte.
>>> E poi: ci piacerà un futuro della musica
>>> fatto solo di download?
Michelangelo, il presente come ti appare?
>>> dice Paolo:
>>>perché definisci
>>>gli mp3 “schifo e orrore”?
>>>
>>>sarà che i miei timpani non son più quelli di un bimbo,
>>>ma in un ascolto in cuffia non percepisco differenze
>>>rilevanti tra mp3 ed altri tipi di formati digitali
>>>più ‘grassi’…
Non entro nel merito dei tuoi timpani, ma è certo che tra un mp3 e un file wave da CD c’è una bella differenza. E io la sento. Non per fare lo spocchioso. E’ una questione di acustica e non solo psicologica.
>>>dice Paolo:
>>>Michelangelo, il presente come ti appare?
Per esperienza, per quanto non mi sembri un granchè, so che è meno peggio del futuro.
Giusto un paio di commentini:
dice Paolo: Personalmente poi non escludo che se un giorno dovessero metter in vendita un’edizione limitatissima al prezzo di £500,00, nel giro di poche ore andrebbe esaurita.
E’ probabile. Mi chiedo: ma un bel CD a 9.95 no? 60 Euro per doppie copie (CD e vinili si immaginano uguali) mi pare un po’ troppo.
Dice sempre Paolo: perché definisci gli mp3 “schifo e orrore”?
Perchè fanno cacare, Paolo. Non senti la differenza per dei semplici motivi: ti ci sei abituato, e magari a casa non hai delle casse per bene. Non solo, ma Bartok in mp3 è inascoltabile (e Bartok spacca).
Un futuro di soli download personalmente non mi dispiace. basta che non siano solo mp3. In fondo oggi per scaricare un file non compresso ci vuole lo stesso tempo che ci voleva a scaricare un mp3 nel 2002.
Una breve replica di sentito ringraziamento:
dice Michelangelo:
tra un mp3 e un file wave da CD c’è una bella differenza.
E io la sento. Non per fare lo spocchioso. E’ una questione
di acustica e non solo psicologica.
dice SM:
Non senti la differenza per dei semplici motivi: ti ci sei abituato,
e magari a casa non hai delle casse per bene. Non solo, ma Bartok
in mp3 è inascoltabile (e Bartok spacca).
Mi si sono aperti improvvisamente gli occhi…anzi: i timpani!
Grazie veramente
spero di non essere fuori tempo massimo ma la storia da un punto di vista economico non mi sembra rivoluzionaria: e´ assodato che i gruppi non diventano milionari vendendo dischi dei quali percepiscono una striminzita percentuale sul prezzo netto al distributore. i RH si son fatti 4 conti e hanno deciso di papparsi tutta la torta e non solo una fettina, ecco perche´suonano come dei ragionieri: sono dei ragionieri.
il mio macellaio non vende la cotica ai suoi clienti, la regala, la qual cotica cucinata coi fagioli e´molto piu´buona degli MP3 dei radiotesta.
Sarebbe rivoluzionario se i RH facessero un tour di concerti col prezzo del biglietto imposto a 5 euri,allora ci andrei invitando pure il mio macellaio, ma non lo faranno perche´e coi live che alzan la moneta e da bravi ragionieri se ne fanno una ragione.
comunque, faccio notare che il b.v. frank zappa (paceall’animasuasant’uomo) teorizzava questi scenari già in tempi non sospetti, quando lui la questione dei diritti (e guadagni) d’autore se l’era già risolta.
è indubbio altresì, che, alla fine, il vizio di forma che risiede nel cuore della faccenda siano le case discografiche (le major), che sono le vere proprietarie della musica popolare moderna…