Oggi, mentre facevo tutt’altro, mi sono chiesto: “Ma nella Costituzione c’è un richiamo all’antifascismo come valore fondativo della mia nazione?” Con tre click ho scaricato il pdf, e grazie alla funzione di ricerca ho fatto alcune interessanti scoperte. Provate anche voi, è divertente:
• No, la parola antifascismo non compare nella Costituzione italiana. Nemmeno anti-fascismo: non c’è. L’unico accenno: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” Norma che, come sappiamo, è disattesa.
• Ogni volta che si sancisce un principio sacrosanto, c’è subito un però: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.” Facile no? Le leggi le fanno gli stessi che hanno scritto questa frase. A leggere bene la Carta è piena di “se non nei casi e modi stabiliti dalla legge”, “in casi eccezionali di necessità ed urgenza”, e costanti richiami a un imprecisato “interesse generale”. Si va dall’inaudito “Quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria (scritto subito sotto “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”) all’oltraggioso “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale”. Insomma, già dalla Costituzione è chiaro che questo è un paese libero tranne in casi eccezionali di necessità ed urgenza – cioè sempre. La sovranità viceversa è ben salda nelle mani della casta.
• Una delle parole frequenti della nostra Carta Costituzionale infatti è salvo, che ricorre 21 volte. L’espressione se non per invece 7.
Sorvolo sull’incipit, che mi fa orrore. A casa mia il lavoro (quello brutto, s’intende) si chiama Travagghiu, travaglio, pena – altro che fondarci una Repubblica. E’ curioso che si difenda con le unghie e i denti un documento così poco libertario, che dipinge una società di uomini asserviti e che in fondo ha prodotto una nazione moralmente così scarsa. L’ottimo Napolitano, invece di farci credere che siamo fichissimi dovrebbe ricordarci più spesso quanto siamo stronzi – come nazione.


beh, stabilire (nel 1947) che sia fondata sul lavoro e non sul censo o sul colore dei capelli non mi pare male…
E se invece fosse fondata sulla gioia, sulla felicità o sulla giustizia sociale?
Fondata sul lavoro… Di chi?
@ sergio
ecco, sì, così poi fanno Sacconi ministro della gioia, felicità e giustizia sociale…
@ Fumo: la vera domanda, che mi faccio da diversi mesi è: Ma sacconi di cosa esattamente? Vi pregherei di NON dare delle risposte qui, che l’esito sarebbe certamente sacconi di rogne per il sottoscritto.
sarà, ma per me il modo migliore per rendere automaticamente irraggiungibile la felicità è metterla nella costituzione…