Ieri sera, scanalando in tv, ho beccato Giorgio Armani (che ormai ha l’incarnato di una medusa, poverino) che si lamentava: “Non se ne può più di vedere in giro gente col cavallo al ginocchio, si è perso il senso dello stile.”
Beh, caro Giorgio, mi permetta di confidarle un segreto: io non ne posso più di vedere in giro gente vestita da fantoccio, con addosso 5000 euro di roba (anche sua) creata per anonimizzarlo. Non sopporto più di guardare pubblicità di puttanate inutili, vendute a caro prezzo da campagne inesorabili a gente debole di portafogli. Non gliela faccio più a convivere con giovanotti strizzati in camice ridicole, che gridano vendetta. Il Made in Italy m’ha strarotto il cazzo, una passeggiata in via Monte Napoleone mi da il voltastomaco, e pensare che un suo jeans costa quasi un anno di stipendio di una bella fetta della popolazione mondiale non mi fa dormire la notte.
Spero quindi che lei debba convivere con la visione del cavallo basso ancora per un bel po’. Perché il giorno che indosseranno tutti le sue magliettine adesive (col suo nome scritto bello grosso, una cosa raffinatissima) mi comprerò un Kalashnikov (di Prada).

