Come qualcuno già sa, non amo Beppe Grillo – già da un bel pò. L’ultima ondata di Grilleria quindi non mi ha smosso l’animo, se non con delle perplessità. Eccole:
• La proposta di cacciare via i deputati condannati in via definitiva mi fa orrore. Ma come: adesso la fedina penale è diventata una discriminante? E da quando? Innanzitutto ci sono reati e reati, credo che per esempio anche Marco Pannella abbia delle condanne – mentre Mastella certamente no. Ma poi far passare l’idea che una condanna, qualsiasi condanna sia un marchio d’infamia perenne mi pare ripugnante, e molto di destra.
• Anche l’idea della non rieleggibilità dopo due mandati (10 anni) mi sembra una fesseria. Non solo, ma incentiverebbe due comportamenti molto italiani: la sciatteria (tanto una volta rieletto poi basta) e farsi gli affari propri, preparandosi durante il secondo mandato una folgorante carriera post politica – magari in Tv.
E poi mi fa orrore uno paonazzo che grida e tanti che lo applaudono: è un’immagine che non mi piace, una folla alla quale non voglio appartenere e che non ritengo così rilevante: scoprono l’antipolitica oggi? E dove stavano 5, 10, 15 anni fa? A baciare il culo a quei politici contro i quali si scagliano. Ben alzati, antipolitici grillofonati, e benvenuti nel club: adesso bevetevi un caffè e poi iniziate a riflettere, invece di strillare cazzate per un pò e poi correre a comprarvi un gippone nuovo.


>>> * La proposta di cacciare via i deputati condannati in via definitiva mi fa orrore
Son d’accordo.
Ciò che però vorrei è che sia loro impedito di legiferare su norme che possano in qualche modo entrare in merito alla loro condanna.
Se uno è un magnate della finanza che si è arricchito anche evadendo le tasse, truffando lo Stato, mi darebbe proprio fastidio che quel losco figuro possa depenalizzarsi – ad esempio – il reato di falso in bilancio, così come è accaduto nella passata legislatura.
>>> * Anche l’idea della non rieleggibilità dopo due mandati (10 anni) mi sembra una fesseria.
Una vera fesseria.
Un deputato preparato, competente, intelligente, un deputato così io lo vorrei non per due ma per un milione di mandati!
Ma anche qui vorrei sia loro impedito legiferare in modo da imporre la loro ri-elezione, non permettendo ai cittadini di scegliere se confermarli o meno, così come invece è accaduto con l’attuale legge elettorale.
>>> E poi mi fa orrore uno paonazzo che grida e tanti che lo applaudono
A me spaventa poiché purtoppo non è possibile promulgare ed applicare l’unica legge che potrebbe risolvere i problemi dell’umanità intera: l’uso obbligatorio dell’intelligenza.
>>La proposta di cacciare via i deputati condannati in via definitiva mi fa orrore. Ma come: adesso la fedina penale è diventata una discriminante? E da quando?
Vorrei far notare che già per molte professioni è richiesta una idoneità morale e ciò corrisponde (dal punto di vista giuridico) ad avere una fedina penale pulita. Non sto parlando solo di professioni nell’ambito della giustizia, ma anche di professioni come l’ingenere.
A differenza di quanto tu dica, io sarei favorevole alla proposta di politici che non abbiano commesso reati (e in ogni caso estromessi solo se il giudizio è risultato definitivo, cioè dopo il terzo grado).
D’altra parte sono convinto che alcuni reati andrebbero esclusi dalla lista per i quali si sarebbe estromessi dal parlamento;non mi riferisco solo a reati minori, ma soprattutto penso a coloro che (soprattutto nel passato) furono condannati per aver difeso ragioni che loro consideravano sacrosante ma che invece erano reato (ad esempio i primi obiettori di coscienza per non aver assolto la leva)…o quelli che furono condannati nei periodi di regime per avere delle opinioni contro il regime stesso.
>> Anche l’idea della non rieleggibilità dopo due mandati (10 anni) mi sembra una fesseria
Anch’io condivido questa affermazione.
Se qualcun lavora bene, vorrei che lavorasse così per lungo tempo, in ogni campo. Soprattutto se lavora per il “bene del Paese”(mi fa un po’ specie usare questa frase).
Credo che andrebbero piuttosto eliminati o ridimensionati i mille privilegi di chi sta in parlamento per una sola (o addirittura mezza) legislatura.
sergio for president
i 3 punti di grillo si possono non condividere. bisogna però appoggiare l’iniziativa che ha avuto, a mio avviso, il fondamentale merito di fare scendere gli italiani in piazza. un diritto ma anche un dovere fondamentale in una democrazia.
democrazia nella quale se la spassano da decenni certi personaggi inguardabili ed indefinibili; di dx e di sx, suddivisione cmq priva di senso.
insomma, io sto dalla parte di grillo e della gente scesa in piazza. preferisco loro a quelle manifestazioni insipide e senza anima come i girotondi, le fiaccolate (che trovo orripilanti),….
per concludere, bentornato !!!!!!
Bentornato Sergio.
Che piacere leggere di nuovo le tue note quotidiane!
armando
ero rimasto a questo articolo, pensavo grillo a un tuo “idolo”
http://www.radiogladio.it/mini/minisecessione.htm
comunque il vaffanculo rende ogni istanza piu debole; aumenta la gente in piazza, ma gli effetti saranno nulli.
Beh, Gigi, eri rimasto un po’ indietro: quell’articolo e’ stato scritto esattamente 10 anni fa: le cose cambiano.
Anzitutto bentornato. Tutto sommato mi trovo d’accordo con le proposte di Grillo; mi rendo conto pero’ che – come storicamente è sempre successo in Italia – la gente ha sempre avuto bisogno di andare dietro a una figura (considerata a torto o a ragione) carismatica, con rischi pesanti di demagogia a buon mercato. Quindi guardo alle iniziative di Grillo con un certo distacco – anche geografico, dato che non abito più in Italia da un paio di anni.
All’estero terminare l’attività politica dopo una decina di anni è una prassi assai consolidata – senza andare a scomodare Bill Clinton, e Tony Blair, Schröder in Germania, Aznar in Spagna, Verhofstadt in Belgio e sono andati in pensione una volta perse le elezioni (gli ultimi due a poco più di 50 anni), e con 10 anni al massimo di premierato. Cosi’ la classe politica si ricambia, e non c’è bisogno di una legge per stabilirlo. Inutile aggiungere che il senso di responsabilità della classe politica (specie nel nord Europa) è proprio un’altra cosa.
Sono d’accordo sull’ineleggibilità dei condannati in via definitiva – al massimo distinguerei fra i tipi di reati,
dato che l’aver commesso alcuni di essi (corruzione per esempio ) secondo me è incompatibile con la presenza in parlamento.
Un’ultima cosa: IMHO, le possibilità che le istanze di Grillo diventino legge sono a dir poco nulle. Pero’ preferisco questo essere propositivi al fregarsene e dire “tanto è tutto un magna magna”.
Un saluto e a rileggerti.
Per molte cariche vigono limiti al diritto di elettorato passivo. Dai sindaci alla Presidenza della Repubblica. Limiti temporali: se le moderne democrazie si sono dotate di tali limitazioni, è perché, per dirla pittorescamente, hanno capito che il potere logora. Limiti di “fiducia”: come già sottolineato in altri commenti, è un sacrosanto principio del nostro ordinamento quello considerare taluni comportamenti incompatibili con la continuazione di un rapporto di fiducia con lo Stato (cioè tutti noi). Oggi nella forma di pena accessoria, l’interdizione dagli uffici pubblici finisce per essere l’unica pena veramente applicata nei confronti di una quantità di reati. Del resto, un politico corrotto può sempre cambiare mestiere.
Segnalo che il 21 ottobre 2007 la Trasmissione Report di Rai 3 ha trattato tra le altre cose della questione dei parlamentari condannati, confrontando la situazione italiana con quella di altri stati europei
Il servizio si chiama: “Lo Stato delle cose” di Giovanna Boursier.
Sul sito del programma http://www.report.rai.it è possibile reperire video e trascrizione del testo integrale della trsmissione.