Ho sbattuto per la prima volta il naso contro Domiziana Giordano durante tangentopoli: nell’ottobre del ’94 fu arrestato nella sua casa di Parigi un tale Mach di Palmstein, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite. “In casa della sua ospite, Domiziana Giordano, viene ritrovato un corposo dossier su Di Pietro…” (da La Cronistoria di Tangentopoli di Marco Travaglio). Lei si difese dichiarando: “Io sono un’artista, non mi interesso di queste cose”. All’epoca avevo avuto l’idea stupida di dichiararmi Artista all’Ufficio Comunale, ritrovandomelo scritto sulla Carta d’Identità (ho subito rimediato a questa leggerezza, sostituendolo col più neutro Musicista). Ovviamente presi la frase della Giordano molto personalmente, e sfotterla fu per breve tempo una gag del mio spettacolo.
Poi, nel 2001, me la sono ritrovata ospite a Mediamente, dove facevo il musicista dal vivo con diritto di parola. Insisteva nel dirsi artista, la signora. Finché ha commesso la sciocchezza di vantarsi di essere anche autrice delle musiche dei suoi video. Carlo Massarini (che ringrazio) a quel punto mi passò la palla: “Sergio, cosa ne pensi?”, e io: “La sua musica è come i video: irrilevante”.
Quindi quando s’è dichiarata artista all’Isola dei Famosi (comportandosi come la caricatura del creativo fallito e livido) e è prevedibilmente stata linciata da Aceto e dalla Ventura, ho potuto godere appieno dello splendido vortice di incomprensioni: la Giordano sputtana una categoria intera (da oggi, per gli spettatori dell’Isola, qualsiasi videomaker è come lei), mostrando un suo video ripugnante a gente ottusa che comunque non lo distinguerebbe da uno di Nam June Paik, e che la vuole linciare solo in quanto artista di merda, che però lei non lo è nemmeno un po’… Non ce n’è: la cosa migliore del mio televisore è il vetro – e che sia bello robusto.

