Qualche mese fa’ Rolling Stone ha chiesto a 100 persone (tra cui, per dire, Valentino Rossi, Renzo Piano e il sottoscritto – diciamo una tavolozza ampia) di stilare la propria classifica dei 100 dischi italiani più belli di tutti i tempi. Adesso la lista finale è in edicola:
Ecco la top ten di Rolling Stone:
Vasco Rossi, Bollicine
Franco Battiato, La voce del padrone
Lucio Battisti, Una donna per amico
Fabrizio De Andrè, Crêuza de mä
Jovanotti, Lorenzo 1994
Vinicio Capossela, Ovunque proteggi
Diaframma, Siberia
Csi Consorzio Suonatori Indipendenti, Linea gotica
Area, Arbeit Macht Frei
Adriano Celentano, Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
Ecco la mia:
Elio e le Storie Tese, Italyan, rum casusu çikti
Sangue Misto, SXM
Area, Arbeit Macht Frei
Massimo Volume, Lungo i bordi
Pino Daniele, Nero a Metà
Alexander Robotnick, Ce N’Est Q’Un Début
Lucio Battisti, Il mio canto libero
Bisca, SDS
Almamegretta, Sanacore
Daniele Sepe, Malamusica
(ognuno doveva inviare i propri primi 10, ecco il perché di alcune assenze nella mia)
Naturalmente fa assai piacere che un album prodotto da me sia al 49° posto; e sono particolarmente felice per il 99°: Maurizio Bianchi, Mectpyo Bakterium. Se nei commenti evitaste di dire cose tipo “quella di RS fa cacare, invece la tua…” o “La tua fa cacare, invece quella di RS (o la vostra)…” ve ne sarei grato. Invece sarebbe bello capire chi manca (ricordate: sono i primi 10).


è il concetto di “rock” che ovviamente è opinabile… per il resto la tua classifica mi piace molto.
@ Kento: hai ragione, infatti nel pezzo c’era un errore (corretto): si tratta dei “100 dischi italiani più belli di tutti i tempi”.
“Dopo la nascita del rock’n’roll” (attribuibile tra il 1954 e il 1955 – quando effettivamente è stato chiamato così) è uscito l’album di Fred Buscaglione, “16 successi” (1960).
Ok la “sacra trimurti”, ma il pezzo di RS specifica “LP usciti dopo la nascita del r’n’r”. Buscaglione, che pubblicò albums a 10 pollici (anche a 16 giri al minuto) tra il 1956 e il 1959, pubblicò l’unico LP 12″ di cui sopra nel 1960, postumo.
Sono contento di vedere tra i tuoi primi 10 l’album di Alexander Robotnick: è un bel disco.
Mi sorprende, che nella classifica un album dei casino royale, band che secondo me, potrebbe piazzare a scelta uno tra dainamaita”, “sempre più vicino”, o “crx”, album fra loro diversi, ma secondo me grandiosi. Non dico nella classifica di rolling stones dove come dici giustamente tu, la tavolozza è molto ampia, ma almeno nella tua. Segnalo anche 99 Posse “Curre curre guagliò”, ed Africa United “People Pie”. E’ dovuto per caso al fatto che sia Casino Royale (di cui hai anche fatto parte), e 99 Posse (nel disco che segnalo la produzione è tua), sono troppo legati a te?
Concordo con Alessandro sul fatto che un album dei Casino Royale (uno dei tre citati, in particolare io avrei spinto CRX) avrebbe tutti i crismi per essere nei primi 10 in classifica…se non nella tua -che ovviamente è molto personale- in quella di Rolling Stones, che attinge dalla tavolozza ampia. Va beh, perlomeno al 34° posto uno dei tre album c’è.
Personalmente, nei primi 10 (forse…ma nei primi 100 di fisso) troverei un posto per ‘Cattivi Maestri’ dei Piombo a Tempo, album a mio parere quasi al livello di SXM, rimanendo nel genere…e che però credo che sia o sia stato un po’ sottovalutato, in generale.
Allora: io mi sono messo al computer con in mente una frase: “i 100 dischi italiani più belli di tutti i tempi”. Mica cazzi. Tra le regole: evitare i dischi in cui suono (Curre curre, Dainamaita et al.) e gli amici “fraterni” (anche La Morte dei Miracoli è un signor album, oltre a Sempre più vicini). Idea portante (per me): i dischi che hanno influenzato tanti altri dischi venuti dopo. Ecco la scelta di qusto album di Battisti (e non quello che ha vinto) e dei Sangue Misto, eccezione alla regola n° 2, insieme a Elio e agli Alma: ma hanno fatto dischi importanti per i dischi – non soltanto dei bei dischi. In quest’ottica Robotnik ci sta perfettamente, insieme a Pino Daniele – specialmente questo album.
E metterci qualcosa di Morricone? Certo, il dramma è scegliere cosa…
Dargen D’Amico – Musica Senza Musicisti