Mi fa ridere, mi piace e in generale approvo molto quello che è accaduto a Rick Santorum, ex senatore repubblicano e possibile futuro candidato alla Casa Bianca. Nel 2003 Santorum ha equiparato l’omosessualità alla pedofilia e ai rapporti coi cani. L’autore satirico Dan Savage se l’è presa e ha lanciato un concorso in rete per associare il nome Santorum a una pratica sessuale. La cosa ha preso piede e si è giunti a una definizione:
Santorum: Frothy mixture of lube and fecal matter that is sometimes the byproduct of anal sex (miscela schiumosa di lubrificante e materiale fecale a volte prodotta durante il sesso anale).
Questa graziosa definizione si è sparsa in modo virale su Internet, a tal punto che compare su Google al numero 1 sia nella ricerca di Santorum, che in quella di Rick Santorum, che arriva quarto in ambedue i casi. Non solo, ma Santorum the Frothy mixture ha una propria voce separata su Wikipedia, così come ce l’ha la controversia sulla sua frase.
La morale mi pare semplice: ognuno è libero di pensarla come crede. Vuoi credere che la forma di amore di qualcuno sia come il sesso con gli animali o coi neonati? Sei liberissimo di farlo, e io sono pronto a battermi anche a prezzo della mia vita affinche tu sia una miscela schiumosa di lubrificante e materiale fecale a volte prodotto durante il sesso anale. Ma solo nei paesi liberi, temo.


e da oggi l’ espressione sancta santorum prende tutto un altro senso…
Per la cronaca, anni fa Daniele Luttazzi aveva proposto di dare alla “frothy mixture” il nome “Giulianone”. E qui, per il bene di tutti, mi fermo.