Nel suo genere, questo è in assoluto il peggiore (musicalmente parlando, intendo):
Ma la sua ripugnanza non dovrebbe distorgliervi dal senso ultimo del ritornello: la vita siamo noi. Fanno benissimo a ripeterlo tante volte: a guardarli, e a sentirli, sembrerebbe esattamente il contrario.
Però l’idea che uno dovrebbe essere per la vita perché la vita sono loro, evidentemente di un qualche autore, è di una ferocia assassina – molto peggio della mia.
(grazie Deemo)


sigla finale, a reti unificate
…dopo il primo ascolto, ho immediatamente
iniziato a canticchiarla sostituendo “vìta”
con la parola “fìca”…ed è bellissima! ;-p
Grazzzie DeeMo! Grazzzie Sergio!
.
“…Fìca / per la Fìca…”
.
.
dè, sergio, ma te inviti la lepre a corre!
http://www.youtube.com/watch?v=rAl903Dhn_Y
Azz: questo inno (postato da Silvia) è di Luca Sardella (http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Sardella), che nel ’90 “entra nel mondo della televisione arredando giardini per alcuni personaggi dello spettacolo”. Per chi non se lo ricorda, eccolo: http://www.oficina-dimpresa.com/clientfiles/upload/30_news.jpg (nella foto è l’unico calvo).
http://www.youtube.com/watch?v=W12fzKvzZMU&feature=related
quotidianamente
bhé ma se vogliamo fare il piccolo eurofestival degli inni politici
allora suggerisco:http://www.youtube.com/watch?v=QXIoGOnIEkk
con l’ indimenticabile ritornello: “Di Pietro, Di Pietro, te pizzica il didietro!”
Per motivi semi-seri, che sono obbligato a tacere in pubblico, Luca Sardella me lo ricordo molto bene.
Dopo tanti anni ancora mi domando se si togliesse mai il cappello. Nel senso che pare ci dormisse anche. Una forma di feticismo molto real sex, devo dire.