Sulla questione della neo-signora Fini, del cognato a Montecarlo, ecc. per me vale esattamente quello che valeva per Marrazzo e per le ragazzotte di Berlusconi: tra maggiorenni tutto è possibile, e nessuno di questi comportamenti pare essere perseguibile penalmente. Poi c’è sempre quella parola fuori moda, opportunità, che però a nessun politico piace: ho rivisto ieri la puntata di Report sul doppio incarico di sindaci e governatori, e tutti dicono sempre “la legge lo consente”, ma non si chiedono mai se sia opportuno o meno. E’ legale che uno abbia degli appalti alla Rai solo (o anche) perché è un cognato? Certamente sì, altrimenti le galere sarebbero perfino più piene. E’ opportuno? Mah, qua ognuno la pensa come crede. Ho vissuto abbastanza, passando circa due anni a viale Mazzini, 14 (al riparo a Radio 1, poco appetibile per i politici), per aver visto lavorare (si fa per dire) mandrie, orde, moltitudini di cognati di qualsiasi colore, forma e (abitualmente scarso) contenuto. Quindi che il cognato di Fini faccia questo di professione (mentre dicono che prima facesse il cognato di Gaucci) non mi meraviglia per niente.
Però, esattamente come nel caso di Marrazzo, delle ragazzotte di Berlusconi, delle cenette con trame occulte e tutti gli altri comportamenti magari legali, oltre a notare lo scarso senso di opportunità mi affascina sempre (e mi riempie di orrore) lo scenario. Verdini che incontra Flavio Carboni nel cinquecentesco Palazzo Pecci Blunt, Silvio col lettone di Putin, Fini che si fidanza con la ex di Gaucci che però prima aveva vinto all’Enalotto affidando al bancarottiere la vincita (mentre lui sostiene il contrario), e quindi piazza il fratello come appaltatore Rai… Tutto legale, tutto nella grande tradizione d’Italia – dove praticamente chiunque farebbe esattamente la stessa cosa, e se non lo fai sei proprio un coglione.

