Che la Nutella non fosse esattamente cibo salutare lo sapevamo bene. Adesso se n’è finalmente accorta anche l’UE, che ha proposto di apporci la dicitura “Favorisce l’obesità”. Come dargli torto? Semplice: basta essere la Ferrero, che sta piantando un casino infernale, come la Philip Morris quando hanno vietato il fumo. La difesa della Ferrero si basa su due concetti – a mio parere ambedue insostenibili. Il primo è che si tratterebbe si un attacco al Made in Italy. Non credo: che dire della Sachertorte o dell’Halva? Ambedue questi prodotti contengono più del 10% di zucchero – il limite imposto dall’UE per le diciture. La Nutella ne contiene ben di più. Quanto? Dice l’etichetta nutrizionale: “ogni 100 grammi ne contiene 55,2 grammi”. Insomma ogni barattolo è per oltre metà zucchero. Una marea. Infatti tra gli ingredienti (dove non è obbligatorio riportare la percentuale, ma elencarli in base alla quantità contenuta) è al primo posto. Inoltre la Nutella utilizza campioni dello sport come testimonial, addirittura la nazionale di calcio, e le sue promozioni si rivolgono principalmente ai più giovani. Un disastro (come ho già scritto oltre dieci anni fa).
Ma la seconda è esilarante. Dice Francesco Paolo Fulci, vicepresidente del gruppo Ferrero: “La nostra è una battaglia di libertà per il consumatore”. Libertà di cosa? Mica proibiscono la Nutella. Quindi Fulci allude alla libertà di sfondarsi di Nutella senza sapere cosa può farti, sennò non c’è più gusto. Non ce n’è: le industrie dolciarie dovrebbero produrre dolciumi – che quando si occupano di Filosofia (o addirittura si preoccupano della mia libertà) sbagliano sempre (come ho già cantato circa vent’anni fa).
PS: Lorena Scarsi ha realizzato un clip della Vendetta del Mulino Bianco – così, gli è venuto spontaneo. Una bellezza.


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