Il Vaticano si lamenta del fatto che a suo parere, sull’onda degli scandali sui preti pedofili, si stia scatenando una campagna di intolleranza. Allora, siccome sono una persona coscienziosa, mi sono posto la domanda: “Che per caso sono intollerante verso i religiosi?” La risposta è: non mi pare assolutamente, anzi.
Penso che i religiosi (di tutte le fedi, nessuna esclusa) abbiano il diritto di credere a quello che gli pare e piace, senza alcun obbligo di dimostrare con prove tangibili la bontà delle loro credenze. Ritengo inoltre che queste persone debbano potersi riunire per adorare, pregare, fare sacrifici (possibilmente non umani), suonare musica, danzare e esprimere la loro fede in qualsiasi maniera sembri loro consona. Penso anche che non dovrebbero essere discriminati nei posti di lavoro, nelle associazioni e nella società in generale per via di questa loro fede. Costoro dovrebbero poter accedere alle stesse mansioni e avere un’aspettativa di benessere pari a quella degli altri. Semmai questi credenti dovessero decidere di mantenere a loro spese delle persone allo scopo di coltivare la religione, come nel caso di clero e religiosi in genere, questi debbono poterlo fare. Sancire penalmente il sacerdozio mi sembrerebbe sbagliato. Credo insomma che chi crede debba avere esattamente gli stessi diritti degli altri.
Personalmente poi non obietto a viaggiare sugli stessi autobus, bere caffé negli stessi bar e intrattenere generici rapporti sociali con persone religiose. Frequento negozi gestiti da religiosi, non chiedo ai miei colleghi se siano credenti o meno e non discrimino le persone religiose sui luoghi di lavoro. Sono perfino pronto a ipotizzare l’idea che i genitori di una mia immaginaria fidanzata siano religiosi. Insomma, non mi sembra affatto di essere intollerante – se penso alle idee di certi leghisti verso gli stranieri.

