Poi, a volte, ritornano. Quando uno spera che l’Italia – almeno su certe questioni secondarie – si avvii a entrare nella comunità internazionale, ecco che pluff: si ripiomba nella dittatura dei mediocri. Leggo sul Corriere: “Polemica sul doppiaggio del documentario Oceani 3D: la voce della tartaruga è del premio Oscar Marion Cotillard, in Italia le voci diventano tre, maschili – Aldo, Giovanni e Giacomo” (con l’adattamento di un raffinatissimo intellettuale come Pino Insegno). Che dicono cose come: “Lo sapete che un quarto degli animali marini viene a riprodursi nella barriera corallina?” Giovanni: “Ehi, comincia a piacermi questo posto! “. Le femmine dei capodogli si prendono cura una dell’altra. “Giacomo: “Fanno le baby sitter a turno. Mentre una va a cacciare, un’altra controlla i cuccioli”. Aldo: scusa, vado a fare qualche tonnellata di spesa, mi tieni il piccolo?”. Insomma l’orrore provinciale, becero e alvarovitalico di questa landa di ignoranti forzati. Dice il distributore italiano: “In Francia hanno scelto un racconto più pacato, qui si dà più spazio al pubblico dei bambini e delle famiglie.”
Io adoro i documentari, in particolare quelli sul mare (possiedo, e a volte riguardo, il bellissimo Atlantis di Luc Besson) e in 3D non me lo sarei mai perso. Però mi rifiuto di vedere questa schifezza, esattamente come non ho visto La marcia dei pinguini doppiata da Fiorello, non andrò a vedere il documentario sulla fisica quantistica narrato da Iachetti e nemmeno quello sui numeri irrazionali con la voce di Pupo. Vi odio doppiatori e adattatori (come ho già avuto modo di scrivere, e voi di incazzarvi) che mantenete questo paese in uno stato di indigenza culturale, e vi guadagnate da vivere maltrattando il lavoro altrui, riconfezionando bei film in pellicole mediocri e sostituendo arbitrariamente “un racconto più pacato” a uno adatto per bambini, famiglie e ovviamente al pubblico televisivo. Che siate maledetti nei secoli.


Clamorosamente d’accordo! So da tempo come la pensi sulla cosa, io sarei ancora più violento di te, dato che da qualche mese non riesco più a vedere film doppiati, mi prende un malessere fisico!
Se mi mettessi a raccontare gli orrori del doppiaggio finirei tra un secolo o due… tra l’altro anche nel mondo dei fumetti (la mia vera passione) vedo una leggerezza e superficialità incredibile, quando invece il lavoro del traduttore dovrebbe essere di attenta rifinitura.
Sergio, conosci/ti piace Frederick Wiseman? Sarei curioso di saperlo.
Saluti,
Stezio
man, saluti da Bologna*
* dove l’unica chance di vedere film in Versione Originale al cinema è ancora la misera rassegna mensile al tal+tal cinema, come trent’anni fa. Rimpiango Roma, dove non mancano i cinema che includono proiezioni in V.O. del film che hanno in cartellone. E’ tanto difficile? “Al mercoledì il secondo spettacolo è in lingua originale”. Sono costretto a “servirmi da solo”, ma non è la stessa cosa che al cinema,