La Conferenza Episcopale Italiana ha emesso questa mattina un comunicato sulla pillola abortiva RU486 nel quale si ricorda ai farmacisti italiani che anche nel loro caso è possibile l’obiezione di coscienza e il conseguente rifiuto di vendere detta pasticca. Purtroppo la RU486 non sarà venduta in farmacia bensì prescritta in ospedale, ma non vorrei che questo dettaglio offuscasse il fulgido messaggio della CEI, che per una volta condivido appieno. Con una piccola variante, utile a orientare noi consumatori: un bel cartello sulla porta delle farmacie obiezioniste con scritto cosa non vendono e perchè.
In questa maniera, mentre bestemmio la Madonna Incoronata perché non posso comprarmi l’Aspirina in drogheria come nel resto del mondo ma solo dalla Camorra dei farmacisti, magari posso sceglierne uno che quantomeno abbia delle credenze simili alle mie.
PS: Pare che i 17.000 aderenti al gruppo di Facebook “Uccidiamo Berlusconi” saranno denunciati; secondo la maggioranza infatti potrebbero istigare dei veri terroristi (mentre l’intolleranza verbale del centro-destra parrebbe di no). Trovo tutta la vicenda grottesca, a partire dallo stupido gruppo di Facebook. Se si fosse chiamato “Cuciniamo Berlusconi ai quattro formaggi, con patè di leghista in salsa bergamasca, fettine di rotondi marinate nel barolo contraffatto e fascisti trifolati”, il risultato sarebbe stato lo stesso (anzi meglio, secondo me), e l’imputazione “Istigazione a gastronomia schifosa” ancora non esiste: sarà una risata che li seppellirà, niente altro.

