Su Wired di questo mese (che ha un monte di difetti, ma almeno è disponibile online immediatamente) c’è un bell’articolo sui vantaggi di avere un cellulare con GPS. A me pare terrorizzante e pieno di implicazioni agghiaccianti, dallo stalking alla sindrome dei cazzi altrui.
3 thoughts on “Io ho paura del GPS”
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Quando spiego a mia moglie che me ne sono andato da Facebook perchè applicazione molto invadente (“ma puoi settarlo in modo che non ti veda nessuno…”), mi guarda come un idiota che ha la Sindrome Truman.
E vengo poi trattato con ilarità, e mi viene detto che sono esagerato.
Può darsi.
Ma alla luce di quanto sta succedendo sull’argomento riservatezza, io mi chiedo: a cosa serve un applicazione sul telefono che ti fa vedere dove sono altre persone nel raggio di un miglio? Ha degli scopi atti a tutelare qualcuno?
Ripeto: può darsi. Sebbene sia scettico.
La mia è più che scetticità, ad ogni modo: è previsione futura.
Una previsione che non mi conforta affatto, nè mi fa sentire più sicuro.
Ciao Sergio, che invidia che stai lì.
>Frank<
Ti presento uno scenario-tipo:
presente agosto in Salento, con 4-5 dancehall che si svolgono ogni sera in altrettante location? Quale sarà la più frequentata? Which one is \the place to be?\ Quale hanno scelto i tuoi amici? Sud Sound System a Cutrufiano o One Love a Patù? E ancora: come arrivi alla tal masseria sperduta nelle campagne di San Donato, senza perderti nella ragnatela di strade comunali salentine? Un network di compari di merende, che utilizzi delle coordinate gps, è il toccasana. Se vuoi stare per i cazzi tuoi, fai logout dal network e pace.
Il Big Brother se vuole tracciarti ti traccia, basta che tieni acceso il tel–> numero cell/ triangolazione celle/ coordinate più o meno precise.
Ciò detto, il mio account di Facebook è durato 24h esatte, proprio perchè chiunque si faceva i cazzi miei. Ma c’è chi non ha problemi la riguardo e c’è chi addirittura gradisce. Immaginati la gggente che mo’ sta in fissa col Twitter aka \ti racconto i fatti miei minuto per minuto\.
DeeMo ha ragione – ma non troppa. Nel senso che di sicuro il suo scenario e’ assai attraente; però prevede un approccio sano alla questione (fai il logout – cosa che per esempio con i semplici cellulari non accade mai, e così i cacacazzi ci trovano sempre). Qua il punto non è il Big Brother, ma lo stalker, l’amico-troppo-amico, il cacacazzi inverecondo che, come nell’esempio di Wired, remixa le tue foto geoposizionate, blog e GPS per motivi ignobili (dalla violenza carnale alla defecazione del pene). Detto ciò, ho appena rilasciato le mie impronte digitali e scan retinico a uno dei governi più nasuti del pianeta.