Per mille ragioni sono su FaceBook – ma devo dire che un po’ lo temo. Per diversi motivi:
• La prima obiezione è la stessa di Myspace, riassunta perfettamente dalla nota citazione di Totò: “Che io e lei abbiamo mai mangiato insieme?” Ecco: prima mangiamo insieme (o almeno conosciamoci, perfino attraverso questo blog), poi semmai si vede.
• Un sacco di gente ha un rapporto curioso col proprio passato, di nostalgia, di “bei tempi andati” ecc. Non io: il mio passato mi piace, ma anche il mio presente – e spero pure il mio futuro. Quindi l’effetto blast from the past di reincontrare (virtualmente) gente che non vedo da una vita, non si accompagna all’effetto nostalgia: mi fa piacere risentirli e ricordarli, ma i bei tempi andati non so cosa siano. Non solo, ma se si soffre troppo di nostalgia del passato, forse si dovrebbe migliorare il proprio presente – e pianificare un futuro interessante – invece di affogare dentro al mare di ricordi via FB.
• FB, come Myspace, a volte ha questo flavor spettegolante della serie “vediamo di chi è amico tizio” che un po’ mi fa orrore. Detto questo, scopro che un mio caro amico è amico (spero solo su FB) di uno degli uomini che più mi fanno orrore al mondo: Daniele Capezzone. Che faccio? Glielo dico? Lo cancello? Apro un gruppo chiamato “Se sei amico di Daniele Capezzone stai lontano da me”?


ciao Sergio, Non so se la tue domande richiedevano una risposta…comunque sia la mia risposta è si!! visto il soggetto citato mi sembra più che doveroso, magari anche lui si ricorda che un giorno lo aveva accettato come amico ma adesso è arrivato il momento di rivedere la cosa……. per il resto sono d’accordo con te anche io ho molte perplessità al riguardo pero poi parlo con i miei amici e mi dicono che è una grande opportunità per chi come me sta cercando una via nuova per la propria vita per agganciare e conoscere altre persone ma non riesco ancora a convincermi e per adesso mi astengo. ciao Luca
già
e poi : che fine ha fatto il gusto per l’anonimato?
già
e poi
che fine ha fatto il sacrosantissimo gusto per l’anonimato?
e le affezionatissime allieve del corso di musica stili e culture pop le accetti ?
o “le accetta”, come preferisci/e.
Che c’entra: gli studenti non solo sono facce note, ma mi conoscono assai bene. Quindi sono i benvenuti, tranne che se mi danno del lei…
“Facebook si o no” sta diventando un argomento di discussione quotidiano.
Io sono uno con una certa visibilità in internet: se un vecchio amico che mi ha perso di vista dovesse decidere di cercarmi, gli basterebbero nome e cognome, Google e un minimo (ma proprio un minimo) di fiuto per rintracciarmi senza problemi in pochi minuti. Ho un sito, ho un blog, collaboro ad un terzo sito abbastanza noto… insomma, in rete esisto già, facebook o non facebook.
Però,
Però non passa giorno che qualcuno non mi chieda se sono su facebook. Quando dico che no, non ci sono, la domanda successiva è sempre “e perchè?”. A me la risposta sembra ovvia: perchè mai dovrei esserci? Per passare la giornata a rispondere di no a richieste di sconosciuti? Per inimicarmi mezza azienda dove lavoro perchè rifiuterei la richiesta di “amicizia” di gente che si e no mi saluta davanti alla macchinetta del caffè? (e questa non è una situazione teorica: ho colleghi che hanno ESATTAMENTE questo problema, che alla fin fine gli causa un certo imbarazzo).
Per contro, so per certo, ad esempio, che su Facebook c’è un gruppo di vecchie conoscenze che frequentavano negli anni ’80 il raduno di darkettoni, punk e metallari che frequentavo anch’io. Qualcuno di questi simpaticoni mi piacerebbe riagganciarlo, per un saluto, per due chiacchiere, Facebook sarebbe il modo migliore, e sarebbe anche un buon modo di sfruttare le potenzialità dello strumento: in questo caso ci hanno separato non il reciproco disinteresse ma le solite cose della vita (lavoro, trasferimenti, matrimoni, problemi personali). Perchè privarmi di una funzione utile per evitare le scocciature?
Purtroppo Facebook basa il suo successo sull’ambiguo significato che dà all’amicizia, e per questo motivo mi resta odioso.
PROPOSTA: apriamo un Facebook in cui l’orribile uso del termine “amico” sia sostituito da qualcosa di più aderente alla realtà. Si potrebbe per esempio usare la vecchia, mitica vignetta del mai abbastanza compianto Bonvi: all’invito di un altro utente il programma potrebbe chiedere “amico, nemico o semplice conoscente?”
allora ti aggiungo. sappi però che non sono registrata col mio nome vero, causa rompiscatole.
il mio nome su fb è : axelle duchamp (omaggio all’artista).
così mi accetti.
saluti.
Quoto Michelangelo, aggiungendo uno status per il quale non riesco a coniarne il nome: semplice conoscente che aspira all’amicizia :-)
Ti aggiungo pure io, fa sempre piacere passare tra queste pagine in ricordo ormai dell’amatissimo e popolarissimo corso di MSCP :( (idem per me, niente cognome vero, causa privacy[?!], Alessio Knox)
feeeeww!!! meno male che hai risposto in quel modo a C*.
altrimenti mi sarei sentito parecchio in colpa.
se hai “stretto amicizia” su Facebook ai giovincelli studendi di Sound Design del primo anno è a causa mia: quando ho letto il tuo blog e ho letto questo post ti ho cercato e ho “spacciato” la friend request ai miei compagni di corso.
…e alla fine, istigato anche un po’ da questo topic, mi sono iscritto anch’io a faccialibro.
Colpa vostra.
Faccialibro finirà come sono finiti altri socialnetwork. E’ solo una questione mediatica secondo me… ne parlano tutti e per ora c’è il boom… la forza della tv e della stampa… e di internet!!!