Spesso, nella cultura contemporanea, si fa riferimento alle Designer Drug (di cui su Wikipedia c’è una definizione in inglese ma non in italiano). E’ una categoria vaga, che raggruppa da un lato le varianti molecolari delle droghe più gettonate, di solito prodotte per aggirare la legge, e dall’altro la vera ricerca su nuove sostanze (o varianti di quelle note), realizzata allo scopo di alterare (magari anche potenziando, come nel caso del doping) le prestazioni psico-fisiche. Le implicazioni di questa vicenda sono milioni: c’è un risvolto etico, uno scientifico, uno psiconautico, uno commerciale, uno di espansione dei limiti della conoscenza – e via dicendo. Il mio ultimo articolo su Rolling Stone verteva proprio su due aspetti di questa vicenda.
Naturalmente, trattandosi sì di droghe ma pur sempre designer, si applicano molte delle regole del marketing classico, Milano style. Devo supporre che lo stuolo di medici che abitualmente seguono, assistono, riparano, ripompano e depurano le star contemporanee stia lì anche per questo (degli stylist della salute e della mente), e molti fatti di cronaca nera (come la morte di Michael Jackson) mettono al centro della vicenda proprio questi medici personali (i quali, va detto, fanno un lavoro di merda: trovare nuovi metodi coi quali i loro clienti possono stonarsi di brutto, ma non abbastanza da restarci secchi).
Come ho già scritto mille volte, il fatto che le pubblicità degli Energy Drink non si rivolgano più a chi vuole tirare tardi facendo festa (com’era all’inizio), bensì ai poveri cristi che fanno il doppio lavoro per campare, è esattamente dentro questo argomento: potenziarsi, alterare le proprie prestazioni – per qualsiasi ragione. (Ovviamente l’idea che uno debba pomparsi per arrivare al 27 fa orrore, ma tant’è) Tra l’MDMA, il Viagra e le lattinacce ci sono solo pochi gradi di distanza.
Quando si dice taurina si pensa subito a una certa bevanda (con cui ho già avuto problemi e che quindi non nomino). Potremmo dire, facendogli una cortesia, che forse quello è il più noto degli energy drink. Sappiamo bene però che non c’è solo lui sul mercato, ma anche molte altri immonde brodaglie caffeinate, lattine di caramella eccitante, barrette di nervoso alle gambe che promettono energia extra (e come diceva la pubblicità di uno americano: “No crash later!!”). Se n’è accorta perfino Carrefour, che ha prodotto la sua splendida linea di energy drink discount, chiamata, con grande sincerità e senso del moderno, PSYCHIK.

