Il mio sindaco (con delega al menarca) Giuliandolo Pisapia non manca mai di ricordarci quanto invidia la Corea del Nord. Ancora oggi:
«Ci sono feste che tutti hanno il diritto di celebrare oltre a quelle religiose, ci sono quelle civili, tra cui il 25 Aprile e il Primo Maggio che devono essere celebrate con la partecipazione a eventi e manifestazioni e questo contrasta con l’apertura dei negozi».
Capito? Non “dovrebbero”, ma devono. Quindi non, come piacerebbe a me, abolire le feste comandate a forza (rendendole opzionali) ma introdurne di nuove e obbligatorie. Quindi il 25 aprile mettiamoci la divisa da piccolo democratico, e andiamo tutti in parata – anche perché sennò il KGPisa ci scheda come nemici del popolo. La mia morale? Giuliano è il Benedetto XVI della sinistra, un proibizionista mascherato (ricordatevi il numero della proibizione dei fuochi a capodanno, o quello dell’introduzione della discriminazione all’accesso delle auto in centro basata sul censo, dove un SUV paga quanto una 500 – ma un proprietario di SUV se ne può fottere e entra), una specie di Formigoni di sinistra, una figura isterica, garrula e politicamente irrilevante – ma insistitamente irritante, almeno per me.

