Nel 1994 la discografia italiana era ricca e ogni tanto si lanciava in imprese spericolate, come commissionare delle cover di famose canzoni italiche (di cui possedevano i diritti) a nuovi artisti emergenti o comunque “alt”. Fu questo il caso di Fatti e rifatti (un titolone… ma in fondo erano sempre le major, benché più lungimiranti), “12 classici italiani in versione rock”. Mi chiesero una cover, e io proposi una versione spericolata e iconoclasta di un classico di Lucio Dalla, Il Motore del 2000, (popolare all’epoca anche per via di uno spot della Fiat che ne conteneva l’inizio) cantata e mixata da Feiez (multistrumentista e umorista musicale degli Elio e le Storie Tese, che se n’è andato nel ’98). La mia versione proponeva un’operazione difficile, in Italia: per via del diritto morale all’integrità dell’opera, se in una cover si propongono variazioni significative di musica o parole, l’autore deve approvarle. Il mio testo estremizzava molto il senso di quello originale, eliminandone la fine e aggiungendo mezza strofa un po’ beffarda. La canzone inizia così:
Il motore del 2000 sarà bello e lucente
Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato
Avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina…
Lo potrà respirare un bambino o una bambina.
Poi, nella mia versione, c’è una sorta di audiodramma rumoristico-apocalittico sui giovani nel 2000 (tosse, botti, schioccare di frusta, i loghi sonori di Canale 5 e del Mulino Bianco, un famoso grido, ecc.) e questa chiosa (che considero tra le mie parole musicali più poetiche):
Il rumore del 2000 sarà lento e stridente
sarà feroce e bellicoso, sarà un rumore mozzafiato
avrà un odore indesiderato.
Lucio Dalla ascoltò la versione definitiva e la approvò: un fatto raro in Italia, dove perfino degli insospettabili (come De Gregori, oltre a quelli ovvi come Cocciante) hanno bloccato cover irriverenti. Mi è sempre sembrato un gesto assai nobile, senza altro motivo che la curiosità e il rispetto per il nuovo. Sfortunatamente quella cover non mi piace più molto, malgrado la sontuosa performance di Feiez. Vorrei invece chiudere con l’altro episodio musicale che mi associa a Dalla (cover di una delle canzoni amatissime nella mia tarda adolescenza), che però purtroppo non credo abbia mai sentito.
[audio:http://www.radiogladio.it/fosforo/audio/cepim.mp3]
Com’è profondo il mare (remix, 2005)
PS: Naturalmente nel corso della mia vita pubblica ho anche polemizzato a distanza con Dalla (sulla sua disinvoltura nell’appropriarsi di brani altrui senza rivendicarlo, affidandosi alla sua chiara fama), e non ho amato le sue hit più note (a parte l’eccezione qui sopra e qualche altra). Ma questo è vero di molti altri artisti, da Celentano (che invece detesto e combatto) a Battiato (che però deploro e dileggio) fino a Pino Daniele, che secondo me ha scritto alcune tra le più belle canzoni italiane di sempre – qualche anno fa’.


yesss. sempre chiaro man.