L’eroe della settimana è naturalmente il capitano De Falco, del quale abbiamo tutti sentito la telefonata col comandante Schettino, e il suo grido: “Salga sulla nave, cazzo!” Quella telefonata (che in realtà sono due) è stata trasmessa in tutte le salse, io ne ho sentiti almeno tre remix diversi e soltanto in uno è sopravvissuta una delle frasi chiave di De Falco per comprendere la drammaturgia di quella telefonata: “Guardi che sto registrando questo colloquio”. Dalla reazione non credo che Schettino abbia capito. Quindi quello che abbiamo sentito non è solo il drammatico colloquio tra due marinai, ma anche una sorta di radiodramma nel quale De Falco non solo faceva il suo dovere, ma contemporaneamente costruiva (con domande, toni e espressioni) “il caso Schettino” (che certamente esiste) e “l’eroe De Falco”. Insomma: l’ira di De Falco, giustificatissima, era in qualche modo sceneggiata, mentre le reazioni di Schettino certamente no. Questo non sottrae nulla alla gravità del tutto, ma svela uno dei meccanismi interessanti della tecnologia: se c’è una macchina fotografica in azione, tutti tendiamo a metterci in posa, o a nasconderci. Allo stesso modo, se c’è un registratore acceso, emerge l’attore che è in noi e la spontaneità tende a lasciare il posto alla rappresentazione.
4 thoughts on “Coppa Volpi 2012”
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mmm, non lo so… ho ascoltato anch’io stamattina (e per la prima volta) la telefonata (anche se non in maniera integrale). secondo me – ma ovviamente vado a intuito e sono disponibile ad altre interpretazioni – il fatto che de falco abbia sottolineato la circostanza della registrazione sembrava avere uno scopo deterrente nei confronti del capitano e della sua ritrosia a non voler eseguire gli ordini; della serie: “guarda che sei registrato, quindi sappi che ogni tua parola potrà essere usata contro di te”. mi è sembrato che la sua (di del falco) veemenza non fosse affatto costruita o tesa al dramma consapevole, tutt’altro. quel “salga sulla nave, cazzo” (ho sentito anche un “cristo!”), che spicca sullo sfondo degli ordini dati in perfetto marinarese, lo conferma. resta comunque il dramma, questo è sicuro. – io, per me, la coppa volpi la darei a quella ragazza che aveva filmato l’alluvione di genova e dalla finestra di casa, mentre urlava alla gente di andarsene e piangeva sconvolta, riusciva anche a vestire i panni della perfetta reporter e parlava già a un virtuale pubblico di ascoltatori incollati alla tv (http://www.youtube.com/watch?v=Kthol0ZJUxI). lì sì era in atto la rappresentazione, indotta dalla tecnologia.
ciao.
@ Sandro: ottimo link, grazie. Quello che dici è vero, ma non toglie senso al mio discorso. Certamente De Falco ha registrato per le ragioni che dici tu. Però mi pare anche evidente la drammaturgia, e non riesco a non cogliere – nella sua genuina emozione e indignazione – un sentore di Albertazzi, inevitabile quando si preme il pulsante “rec” su una videocamera, registratore, ecc. Perfino la segreteria telefonica faceva questo effetto.
De Falco ha costruito l’immagine dell’eroe, così come si fa in ogni ufficio in cui ci sono altri all’ascolto, e come in quei casi chi ne “soffre” è l’interlocutore, che viene strumentalizzato, e le cui reazioni sono utili solo ai fini della rappresentazione. L’ho visto succedere molte volte.
Il punto credo sia che con la sua condotta De Falco ha di fatto fallito, dato che Schettino poi alla fine ha fatto quello che voleva, non trovando in De Falco una comprensione o un supporto.
In ogni caso, tutti eroi dai nostri caldi uffici.
***Il punto credo sia che con la sua condotta De Falco ha di fatto fallito, dato che Schettino poi alla fine ha fatto quello che voleva, non trovando in De Falco una comprensione o un supporto.
In tutte le disanime che ho sentito sull’argomento, questa è una delle più lucide. Grazie.