Finalmente ricomincio a capirci qualcosa nello scenario politico italiano, che ultimamente mi ha un po’ confuso, con Vendola apre a Casini, Bersani che apre a Fini ma poi non si capisce bene una volta entrati che faranno. Viceversa ieri Antonio Di Pietro a finalmente smesso di fingere:
“Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la Legge Reale 2. Non è tempo di rimpalli ma di un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per creare una legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell’arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado” (da Repubblica).
Io ci ho vissuto la mia giovinezza sotto la legge Reale:
l’art. 14 consentiva alle forze dell’ordine di usare legittimamente le armi per «impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona» (impedire la consumazione vuol dire uso preventivo, anche in presenza di semplici sintomi);
l’art. 3, estendeva il ricorso alla custodia preventiva, anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell’autorità giudiziaria (fermo attuabile e attuato all’epoca anche senza imputazioni).
E’ interessante: ci sono violenze di piazza e ADP (insieme al centro-destra, che naturalmente in questi casi rivela la sua vena repressiva) non si chiede come mai, non interroga la realtà ma invoca leggi speciali e repressione. Attenzione: a me non piacciono le devastazioni. Non quelle di bancomat e auto in sosta, ma nemmeno quelle dei diritti fondamentali dei cittadini – che con le leggi speciali abitualmente vanno a farsi benedire. Spiace un po’ per Vendola, che è meno rozzo. Ma almeno adesso è tutto più chiaro? A me sì.

