Mi scrive su un social network (a caso) una mia collega (nel senso che per un po’ abbiamo scritto sulla stessa rivista) che chiameremo A.
A: Scusa la domanda: tu per caso odi i cani?
SM: Ah si – io detesto profondamente i cani*, secondi solo ai piccioni. Risposta esatta?
A: Mi dai il tuo numero? ti posso chiamare?
(Invio numero, segue telefonata)
A: Ciao, sono coautrice di un programma tv, stiamo organizzando un dibattito sui cani e ci servono dei contrari.
SM: Io posso venire: mi pagate?
A: Noi non paghiamo. Ma scusa, tu non hai appena pubblicato un libro?
SM: Si, ma non è contro i cani. E’ sulla pornografia amatoriale; i cani c’entrerebbero perfino volendo, ma mi parrebbe un po’ forte in prima serata.
A: Beh, però possiamo nominarlo mentre ti presentiamo.
(Immagino la scena: “A favore dei cani abbiamo Giovanardi, la Brambilla, Bersani, Di Pietro, Umberto Veronesi, Red Ronnie, Gino Strada, Nichi Vendola, Monsignor Tonini e Ignazio La Russa, mentre contro i cani abbiamo Sergio Messina, autore di “Real Sex, il porno alternativo è il nuovo rock’n’roll”)
SM: No guarda, scusa, ho da fare, grazie, ciao.
* In realtà ho rispetto e pena per i cani, specie quelli inurbati, e non disdegno una relazione civile con dei canidi sani di mente (impensabile invece con dei piccionidi). Quelli che davvero mi preoccupano sono i proprietari di cani.

