iNose

Avete un iPhone e un Mac? Volete fare un’esperienza inquietante? Scaricate e lanciate questa leggera applicazione, che andrà a leggere nei file di backup del telefono (residenti nel vostro Mac) i posti dove siete stati, che l’iPhone ha salvato – senza dircelo (anzi dichiarando che non li immagazzinava). Non è una bufala, ma una notizia data dal Guardian – solitamente affidabile. A me è venuta fuori questa:

Cioè la mappa di tutti i luoghi dove ho acceso il telefono da giugno 2010 a oggi. Terrificante.

9 thoughts on “iNose

  1. Hm.
    Ma tutto cio’, con la funzione “location” attivata o meno?
    Perchè ho la sensazione che quella sia predominante su qualsiasi altra opzione, anche retroattivamente per quando questa non esisteva.
    Per il momento, la concorrenza tra gli “ibridi” (Apple, FB, …) è sulla quantità di dati raccolti, quindi non c’è da stupirsi che cerchino di appropriarsi di qualsiasi dettaglio. Quando passeranno all’analisi, e allo sfruttamento, allora…

  2. Beh sì, devi avere la funzione location accesa – che però necessita anche solo per usare maps, per esempio. E poi quella funzione si chiama location services. Mo’ la domanda sorge: services per chi esattamente?
    @GR: hai ragione, finché li raccolgono e basta sono nella norma. Ma se li raccolgono noi sappiamo che poi li usano, e se li usano li usano certamente male. Per le aziende non esiste il corretto trattamento di dati sensibili: ecco perché gli si nega il permesso. Quando ce li hanno ci fanno quello che gli pare (incluso, guardando la mia mappa, inviarmi della pubblicità degli autogrill).

  3. Beh, si’, potenzialmente possono farci le peggio cose. E la pubblicità non è nemmeno la peggiore (sia AdSense che il corrispettivo di Apple sono ancora piuttosto grossolani, e iniziano a circolare studi su quanto poco serva, e quanto tanto rompa i coglioni, la pubblicità sartorializzata sull’utente).
    Oltre a services per chi io mi chiederei anche regole di chi, ergo, chi deve regolamentare la raccolta dei dati e, peggio ancora, l’uso? E c’è una differenza tra dove accendo il telefono e le foto dei miei cani su Facebook?
    La Germania ha imposto leggi per le quali i dati sensibili (…poi COSA sia sensibile è opinabile) devono essere tenuti sigillati per 7 anni, rendendoli, nella loro idea, di fatto inutili. Peccato non valga per quelli “volontariamente” distribuiti.
    Insomma, un gran bordello.

  4. A proposito dei dati forniti volontariamente, l’altra sera lo spesso approssimativo Report denunciava con sdegno che Facebook condivide perfino il numero di telefono degli utenti… Ma solo di quelli che glielo danno, per i quali molto presto saranno disponibili dei farmaci apposta.