Torno su un argomento di cui ho già parlato, ma che è di nuovo d’attualità (e temo lo resterà per un po’):
Dice Marina Berlusconi (riportata da Repubblica): “Saviano può lamentare una censura? Una minor attenzione da parte della Mondadori nei suoi confronti? La tutela della più assoluta libertà di espressione degli autori, a cominciare da Roberto Saviano, è e resterà al centro del nostro essere editori. In tutto questo non vedo la minima contraddizione.”
Nemmeno io: Marina protegge il suo investimento, la sua gallina dalle uova preziose che gli fa incassare tanti begli euri da gente che non gliene darebbe mai di suo, ma che li spende con gioia per Saviano – incluso il sottoscritto. Figurarsi se la Mondadori si mettesse a censurare Saviano: ci rimetterebbe – una cosa che non è nello stile di famiglia.
La controreplica di Saviano? “Parla da figlia di Berlusconi o da editore?”, si chiede lo scrittore. “Forse il lunedì è figlia del premier, il martedì editore…”
Roberto, non offendere la tua intelligenza, e la nostra: parla da Marina Berlusconi, come al solito. Sei tu che te la immagini un giorno paladina delle tue idee e il giorno dopo figlia e alfiera di tanto padre. Come dicono a Napoli, ma anche a Caserta, quella quell’è. E tu gli fai guadagnare dei denari. Punto: il resto è aria ai denti.
PS: Mentre che ci siamo, così poi non dobbiamo riparlarne che pare che ce l’ho con Saviano: “Quella che emerge dal caso Ruby è la figura «di solitudine», di «un nonno» ha sostenuto Saviano registrando a Milano la puntata di domenica sera. «Quando ho letto le carte – ha detto – non mi è venuto un senso di nausea ma, se tutto fosse confermato, un sentimento di tristezza, di solitudine per un nonno che si trova in una situazione del genere. Dove è il puritanesimo, il moralismo in tutto questo?” Sempre peggio: a nome dei nonni d’Italia vorrei rivendicare un’autunno punk, furibondo e inaspettato: nonnini bianchi e teneri circondati di nipotini biondi e teneri? Ma vaffanculo: padella, catetere e rock’n’rooooooooool!!!


sono andato a leggermi l’ intervista che indichi, S. la chiude così: la censura in Italia è quando cercano di farti abbassare la voce, non ti arrestano e ti catturano, ma ti tolgono gli ospiti e ti mettono in un brutto palinsesto.
Diciamo che il giornalista ha estrapolato una frase da un contesto assai più articolato? Ecco, diciamolo, altrimenti devo rivalutare l’isola dei famosi.
su saviano la penso esattamente come te.
su silvio no.
non ci trovo niente di gioioso e di liberatorio. anzi, trovo che il suo immaginario sia piuttosto trito e tririto (l’infermiera, la crocerossina, ecc.).
di una noia mortale.
E’ vero: l’immaginario di Silvio è trito e noioso. Però la condanna a fare il nonno mi pare peggio. E peggio ancora il moralismo, quindi per me è meglio l’infermiera trita, e un nonno poco nonnesco che il missionario spento e il nonno del mulino bianco (che certamente non chiava).