Leggo su un blog di Repubblica una di quelle notizie classicamente italiote – solo che questa è spettacolare:

Nel comune di Controguerra, provincia di Teramo, ci stanno le mignotte. Solo che Controguerra, contraddicendo il proprio nome, è scesa in guerra contro il sesso mercenario; non solo mettendo graziosi cartelli come quello che vedete: “Il sistema escogitato dagli amministratori abruzzesi è quello di tagliare di netto il bosco di circa 28 ettari cresciuto lungo l’argine del fiume. Qualche migliaio di alberi colpevoli di offfrire con le loro fronde riparo e intimità ai forzati del sesso.”
Qui vedete la località su Google maps, ben lontana dal paese e ideale per la camporella.
Il mio commento? Il solito: più la gente è rurale più odia la natura – l’ho visto mille volte. Un albero è un bene prezioso per un cittadino. A Controguerra invece un intero bosco è spendibile per una causa così sciocca: geniale. Il prossimo passo sarà ovviamente l’evirazione dei clienti.


che poi, ahimè, gli alberi li tagliano anche se non ci sono le signorine sotto:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/12/foto/alberi-7961344/1/
ringrazio dio di essere circondato dal verde (!)
inoltre il cartello è chiaro: è vietato contrattare, quindi se accetti il prezzo imposto non incorri nel reato e gli alberi non devono essere abbattuti…