Una volta comperavi un oggetto di tecnologia e c’erano le istruzioni solo in inglese, con sommo orrore degli italianiani (per distinguerli dagli italianisti, sarebbero i tifosi della lingua italiana pur senza esserne cultori, o anche solo accettabili praticanti, come certi esponenti del centro-destra) e disagio per chi non conosceva quella lingua. Poi pian pianino sono arrivate istruzioni altre lingue; a volte tradotte coi piedi, o stampate su foglietti aggiunti al manuale – spesso solo in inglese, francese e tedesco. Dalla rivoluzione digitale in poi però tutto il mondo è cliente, e non si fa torto proprio più a nessuno.
Oggi ho comperato un mouse, e nella confezione c’è un foglietto in cui si chiede un parere ai clienti. Il semplice slogan Cosa ne pensi? è tradotto in 27 lingue, messe sui due lati del flyer. Uno dei due lati ne contiene 12, delle quali ne identifico immediatamente 8 – incluso il greco per via dell’alfabeto. Ecco l’altro lato:

Sono tutte lingue europee – dell’Europa allargata a 27. il quarto dall’alto a destra dovrebbe essere rumeno, i cirillici credo siano russo e serbo. Certo che il finlandese (il penultimo dall’alto a sinistra) è proprio sinistro, senza manco il punto interrogativo. Ma l’ultimo in basso a destra cos’è? Ungherese? E chissà come si pronuncia düşünüyorsunuz, o mida meie tootest arvate?
Naturalmente anche le semplici istruzioni sono in tutte queste lingue, stampate minuscole su un immenso manifesto illegibile per la stragrande maggioranza dell’umanità – praticamente arte. Però se mi si scassa il mouse in provincia di Helsinki so chi chiamare.

