Parlando con Luca capita spesso che ci facciamo notare cose dei rispettivi paesi (lui vive negli USA) alle quali non facciamo caso. Questo in Italia è un problema serissimo: la situazione è talmente logora che non ci rendiamo nemmeno più bene conto di cosa diciamo, e quindi pensiamo. Un eccellente esempio è sintetizzato nell’espressione Semo i mejo. Noi non ce ne rendiamo più conto, ma la sindrome della superiorità italiana è diffusissima e quasi sempre immotivata: in televisione, sui giornali fino alle chiacchiere da bar, c’è sempre questo pensiero, magari nascosto ma c’è. La Rai da questo punto di vista raggiunge il ridicolo, specialmente nello sport: magari sta per saltare quello che forse batterà il record mondiale, ma la regia italiana stacca per farci vedere l’arrivo in ottava posizione (“Comunque un ottimo piazzamento”) di qualche Nostro ragazzo. I commenti di eventi sportivi internazionali sono costantemente inquinati da questo spirito patriottico, per cui sarebbe preferibile soffrire coi nostri invece di ammirare l’evidente superiorità di chi è primo. Se c’è una squadra italiana in campo il telecronista fa smaccatamente il tifo (una cosa orrenda, che rivela una totale assenza di signorilità), giustificando le magagne e dolendosi del risultato “immeritato”.
E’ uno spettacolo provinciale e disgustoso, che per quanto ne so non ha uguali al mondo (almeno nel primo e nel secondo). Non si tratta di orgoglio nazionale (che non abbiamo, almeno quello) ma di ristrettezza mentale (e negazione della realtà: cifre alla mano siamo messi male). E poi si fa presto a dire: “Tifiamo per i nostri”. I nostri chi? In che senso nostri? Miei e di quello con quella faccia lì? Ma per cortesia…
PS: Ma a proposito di sport, politica e dignità non posso levarmi dagli occhi lo spettacolo in assoluto più disgustoso che abbia mai visto: Melandri e Rutelli sul carrozzone dei vincitori dei mondiali di calcio del 2006.


“E’ uno spettacolo provinciale e disgustoso, che per quanto ne so non ha uguali al mondo”
un momento. se ti capita di passare in spagna guarda la tv.
ha uguali. :)
a me vien fuori viaggiando, anche in posti remoti e diversi mi ritrovo a pensare “sai che son contento di essere nato in italia…”