Gli anni ’60 sono stati anni di progresso veloce e sperimentazione in molte aree diverse – anche nella musica. In questi anni si formalizza definitivamente un genere che diventerà cool (per poche settimane) solo moltissimi anni dopo, l’Exotica. L’oriente da cartolina, il sudamerica hollywoodiano, il Messico morricone (aggettivo), le Hawaii o Cuba rese potabili per il grande pubblico. In un certo senso si tratta di musica fantastica nel senso della letteratura fantastica: tra le cose più sublimi di quegli anni c’è Yma Sumac che s’inventa il folklore dei Jivaro o del culto di Xtabay (sul cui album c’è Chunco, uno degli exploit vocali più stupefacenti mai registrato su disco). Qui siamo in una zona contigua ma assai meno sublime e più prevedibile: il folklore centroamericano, protagonista di questo album, è ben noto. Quello che è sperimentale naturalmente è la
formazione. 50 chitarre? Così pare, anche se l’ascolto dell’album è un po’ una delusione. L’unico brivido me lo da l’ennesima versione di El Manicero (The Peanut Vendor), canzone di cui sono intensamente feticista e di cui colleziono versioni anche immonde.
Ma la fantastica copertina ripaga tutto. Tommy Garrett, la cui band si chiama appunto 50 guitars, è evidentemente un fanatico della Gibson, e fa bene: le sue acustiche sono veramente sublimi (e io dovrei saperlo bene, essendo orgoglioso proprietario di uno di questi gioielli). Certo quella copertina fa un po’ monomarca, ma la foto delle chitarre coi Joshua tree è favolosa – e a me fa l’effetto pasticceria. Considerando anche che quella foto è del ’61, e che quindi oggi sono tutti strumenti vintage. E poi, vogliamo parlare della foto di Tommy “Snuff” Garrett coi baffi finti?
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Yma Sumac mi fulminò diversi anni fa, e da allora risiede tra le mie referenze musicali. Voce magica, musica stupenda creata dall’orchestra di suo marito Moises Vivanco.
Che tu fossi un’enciclopedia umana in grado di sfornare determinate perle come \El Manicero\ si sapeva già, di conseguenza la cosa che in questo post mi ha sorpreso di più è il fatto che tu abbia deciso di utilizzare una parola così maledettamente indie come \VINTAGE\.
Starai mica passando l’estate in città?!?
Cheers from Edinburgh.
Andrea
Maledetto, m’hai scoperto!