Ecco una brutta notizia:
“Festival Rototom in esilio in Spagna: “Italia, clima politico incompatibile”. “Impossibile esprimere la filosofia della tolleranza” dice Filippo Giunta, direttore del festival diventato il più grande evento reggae d’Europa a Osoppo (Udine) e ora trasferitosi a Benicassim, nella comunidad valenciana. Dal 2009 su di lui grava un indagine per aver favorito, attraverso il festival, l’uso di stupefacenti.*”
Conosco il Rototom da quando era proprio al Rototom, una specie di discotecone a Gaio di Spilimbergo (Udine) trasformato all’inizio dei ’90 in uno dei locali più interessanti di quella zona e, se vi piace il Reggae, d’Italia. Ci ho suonato la prima volta nel ’91 e poi di nuovo un paio d’anni dopo. Il festival nasce da quella esperienza e – dopo qualche peregrinazione e gli ovvi problemi cogli amministratori locali – adesso trasloca a Benicassim. Mi dispiace? Non per Filippo e i suoi, che avranno certamente molte più gratificazioni in Spagna. Viceversa mi addolora molto per i ragazzi del nord-est, che già vivono in un’area depressa, con enormi problemi di povertà culturale, alcolismo e intossicazione, che si vedono sfilare questo festival – rimanendo solo con la sagra della beccaccia ubriaca di grappa. E mi dispiace per l’Italia, che perde un altro pezzetto interessante di realtà non omologata.
Ma non per gli italiani, che si meritano questo, la beccaccia ubriaca, Berlusconi e qualsiasi altra sciagura socio-culturale – specialmente se la eleggono a grande maggioranza e si sentono da essa rappresentati. Io, come sapete, la mia scelta di emigrazione culturale l’ho già fatta.
* Vale la pena di riportare questo passaggio: “Nel 2009 il pm Giancarlo Buonocore della procura di Tolmezzo apre un fascicolo a carico di Giunta contestandogli la violazione dell’articolo 79 della legge Fini-Giovanardi del 2006 sulle droghe. Che recita: “Chi adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000″.


l’altro giorno, al supermercato, ho incontrato una vecchia conoscenza, che saltuariamente scrive per il Gazzettino, dopo averci lavorato per molti anni. parlando del più e del meno, gli chiedo delle dimissioni di filippo giunta dalla presidenza dell’associazione culturale Rototom, di cui avevo letto un titolo sul giornale ma senza approfondire troppo. mi dice di aver collaborato, sul piano dell’informazione, al sostegno dell’iniziativa “Rototom Free, festival di cultura e di pace che per 2 giorni ha colorato e popolato il Parco del Cormor con l’intento di dare un ‘sunto’ di ciò che è stato per 10 anni il Sunsplash a Osoppo e un’anticipazione di ciò che sarà il Sunsplash a Benicassim nel 2010” (http://www.udine20.it/rototom-free-le-foto-dal-parco-del-cormor/). e arrivo al punto: mi racconta che gli spagnoli hanno chiesto ripetutamente agli italiani i motivi veri dell’esilio autoimposto e gli italiani a dire che era per la droga ecc. – e gli spagnoli: “ma no, dai, cosa c’era dietro?”, e gli italiani a ripetere “l’erba ecc.” e gli spagnoli, che continuavano non crederci, ancora chiedevano di sapere i motivi “veri” della diaspora. la morale, credo, è contenuta nella storia stessa. ciao.
Grazie Sandro, questo è esattamente quello che intendo quando dico che la situazione italiana è “incredibile”.