Se non conoscete Melody dei Rolling Stones (clicca e ascolta mentre leggi) beh, vi siete persi qualcosa – specie se vi piace il blues. Spiega perfettamente come mai ho sempre trovato i Beatles mortalmente noiosi e gli Stones furiosamente eccitanti. Qua (l’album è Black & Blue, 1976) sono tutti al massimo – incluso Billy Preston (il sesto Stone), coautore del brano, il cui interplay vocale con Jagger (impeccabile come sempre), quasi oltraggiosamente ricchionissimo, è stupendamente bello. Sul finale poi c’è un tocco di classe: delle botte di fiati arrangiati da Arif Mardin che sterminano flora e fauna (e che paiono diretti coi pugni, definizione perfetta coniata da Deemo per Franco Micalizzi). E’ una specie di orgia pagana blues per le orecchie, vergognosamente sessuale e sconcia (specie se paragonata a Michelle dei Beatles, l’emblema della noia sonante adatta a tutti, adulti e piccini, soprani e preti cantanti). Se facessi la stripper (scusate, la mia formazione culturale mi porta a considerare lo strip maschile un’aberrazione) non accetterei mai di spogliarmi con niente altro.

