Oggi, finalmente, vorrei esprimere un parere responsabile e equilibrato (invece del solito delirio estremista che vi propino). Trovo la bagarre di PD e Radicali sulle irregolarità elettorali assolutamente fuori luogo, e mi sembra che legittimi – stupidamente – le proteste della destra. E’ ovvio che elezioni senza i principali partiti sono impensabili; ecco come mai Napolitano ha responsabilmente firmato il provvedimento. E’ altrettanto ovvio, forse anche di più, che il centrodestra ha dimostrato una sciatteria e incapacità organizzativa ai limiti della demenza. Perché protestare oltre e magari davvero ottenere l’esclusione delle liste mal presentate? Che davvero Bersani preferisce vincere per esclusione degli avversari? Questi dovrebbero invece essere riammessi (con qualche forma di penale, magari economica) e l’opposizione dovrebbe basare anche su questa incivile ignoranza delle regole la propria campagna elettorale. Dopodiché vale il mantra berlusconio: scelgano gli italiani. Se, come credo, voteranno ancora per chi pretende di non rispettare le regole allora vorrà dire che se lo meritano – esattamente come si meritano Bondi ai Beni Culturali e Marzullo ministro della cultura, con delega esclusiva a Cinema e Teatro, della morente Rai.
Al momento in Tv c’è lo spot di una banca che racconta di un italiano all’estero (un cervello scappato) che torna in Italia, spinto dalla nostalgia e dalla voglia di cambiare. Secondo me o appartiene a Al Qaeda e torna per farsi esplodere, oppure sua zia è la cognata di seconde nozze della portiera del nipote della sarta del commercialista della colf del tabaccaio della fisioterapista del segretario di Rotondi – altrimenti non me lo spiego.
(Nella foto: schede elettorali dei referendum del 2005 sulla procreazione assistita, fotografate dal sottoscritto nella spazzatura a Rotterdam)


Sergio mi spiace ma non sono d’accordo. Perché quando dici “E’ ovvio che elezioni senza i principali partiti sono impensabili” non dici un’ovvieta ma, mi scuserai, una sciocchezza.
E’ una sciocchezza per due motivi. Innanzi tutto la questione nel Lazio non è in questi termini, è rimasta esclusa la lista del PDL nella Provincia di Roma e basta. Gli abitanti del Lazio potranno sempre votare la Polverini, si vota un candidato prima di un partito, solo che in provincia di Roma eventualmente non potranno votare PDL.
Poi in democrazia semmai è impensabile il contrario ovvero che non siano tutelati i piccoli partiti. Ed in ogni caso una partito che non riesce a consegnare le liste entro il ragionevole tempo concesso non è un “princicpale partito” semplicemente, per questa tornata elettorale nella Provincia di Roma, non è.
Ciao carissimo Sergio,
fa sempre piacere sentirti. Non sono molto d’accordo sul post. Purtroppo in una democrazia (cosa che mi convinco sempre di più, gli italiani non sanno nemmeno cosa sia, basta vedere come si festeggia la “democrazia” in Iraq solo perchè votano!) il rispetto formale delle regole è ciò che assicura il rispetto sostanziale. Che poi il “centro-sinistra” non possa presentarsi in questo modo alle elezioni (e non sarebbe in grado di governare se vincesse) è un altro discorso, sul quale peraltro convengo.
Insomma, spero che non si sia capito un cazzo di quello che ho scritto. In realtà volevo solo chiederti: ma sei davvero tornato in Italia? E perchè? Stammi bene,
Stezio
Ah, che bello il disaccordo – malgrado la “sciocchezza”, che continua a non parermi. Rassicuro invece Stezio: sono qui per lavoro fino a giugno, poi appena posso (non essendo mia zia è la cognata di seconde nozze della portiera del nipote della sarta…) vado fuori dal cazzo.
Caro Sergio,
Son d’accordissimo con te, ritenendo anch’io ragionevole l’ammissione
di quelle liste, a valle di un’ammenda amministrativa (le regole ci
sono ed è corretto che chi le infrange venga sanzionato).
A proposito dello spot in cui c’è il ricercatore che torna in Italia,
giorni fa ho letto un post di Antonio Dini in Nòva100. Termina così:
“Uno spot del genere il giurì della pubblicità dovrebbe multarlo,
altro che la patata di Rocco Siffredi. Purtroppo non lo multano.”
Il post completo è qui.
Ciao!
Sono d’accordo.
Nonostante la sciatterìa che imperversa sovrana negli ultimi anni (e molti italiani o sono così, ossia sciattoni, o non se ne sono accorti – e nella realtà odierna coesistono entrambe le opzioni, purtroppo), è giusto che il PDL comunque ripresenti le liste.
Spero solo si capisca che se diamo in mano il Paese a qualcuno che preferisce mangiarci sopra anzichè fare il proprio dovere andiamo sempre peggio (e già adesso non siamo affatto messi bene, in generale).
Certo, non dico che il PD sia la cura a tutti i mali (tutt’altro, anzi), ma almeno si avrebbe uno scontro equo tra le due maggiori fazioni politiche, oltre naturalmente alle altre liste.
Penso sia inutile fare ostruzionismo a priori: non si va da nessuna parte. Italia docet.
weeeh… mi ero pigliato un accidente!
Fammi sapere dovessi mai passare per Ginevra