Ho come la netta impressione che il mio account di Facebook (aperto sull’onda del semestre a Chicago) farà la stessa fine di quello su Myspace, chiuso per esaurimento pazienza. Tanto se i miei compagnucci di scuola (molti dei quali mi fa orrore l’idea di risentire) mi vogliono trovare e hanno Internet ci riescono di sicuro. Nel frattempo però smetterei di ricevere messaggi così:
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“Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita”. Grazie, faccio da me. Inoltre, non lavorando in un ufficio, non ho proprio mai tempo di fare i test “A quale pianta grassa assomigli?”, “Se fossi nato nel Neolitico il tuo hobby sarebbe?” o eleggere “I 10 telefilm che hanno cambiato il mondo”.


Sergione, ti consiglio di migrare su friendfeed.com: niente spammer, dialoghi solo con amici e persone che “incroci” per affinità elettive, e soprattutto nessun bimbominkia che si premura di tenerti al corrente della salute dei suoi fottutissimi animali su Farmville nè fans della Chat Vip. ;)
io stò tenendo aperto Facebook giusto perchè sono troppo pigro per chiuderlo definitivamente, ma ormai è questione di giorni…
Mi rendo conto che è una droga – ne sento parlare, “Facebook quà, Facebook là”.
Molti ti direbbero che “non serve solo a questo” – quello che mi preoccupa un pò (mica tanto) è che questa cosa viene detta con una certa enfasi.
Eh, il dilemma facebook… :)
Prima ho resistito, poi un po’ di tempo fa ho ceduto alla curiosità.
Di positivo c’è che in diversi mesi ho ritrovato circa 5 o 6 persone che non avrei mai risentito (la maggior parte sono amici di vecchia data, persi di vista per le vicissitudini varie, che ora vivono all’estero e non lo sapevo).
In quest’ottica non posso sputarci sopra. Ho anche consciuto qualche persona decisamente interessante e che ora seguo (scrittori, musicisti).
Mi fa anche piacere, ad esempio, avere qualche amico (nel senso di facebook) che propone musica che mi interessa. In tanti non hanno voglia di aprirsi un blog ma usano il profilo come una sorta di “canale” di video, e qualcuno ha buon gusto.
Certo, c’è anche tanta (ma tanta) spazzatura. Però basta usare la X sul nome degli “amici” indesiderati (si può, si può, chissenefrega, tu mi spammi e io ti cancello) e magari nascondere dalle notizie quelli che non si possono proprio “unfriendizzare” (il neologismo fa schifo, lo so, l’ho scritto apposta), tipo il capo dei capi del proprio ufficio o la zia con la passione internautica…