E poi, naturalmente, qui a Chicago c’è Muddy Waters. C’era, ci si era perfino comprato una casa, e ci è sepolto. Ma soprattutto c’è nel senso che aleggia: mi faccio lunghe passeggiate con la sua musica nelle orecchie, e molto torna. Questa è una città sublime, e anche durissima, inesorabile. E malgrado sia stata patria di molte musiche (tra cui almeno due sapori di Jazz e uno di House), questa è ancora la città del Blues.
[youtube]WuXCjOYcKI0[/youtube]
Still a fool (questa è una versione tarda, quella seria è degli anni ’50, e fa drizzare i capelli in testa) mi pare davvero appartenere a una qualche mitologia. E’ il blues non diluito, orrore e pena senza redenzione: “She’s the one I do hate to love”. Muddy Waters è un gigante, una sorta di sublime ipergenitore semidivino e talvolta vizioso (come quando canta Champagne & reefer).
PS: Ce n’è una copia ancora qui.

