Mentre scrivo il Senato americano si appresta a approvare le nomine fatte da Obama, tra le quali spicca quella di Hillary Clinton alla carica di Segretario di Stato – l’equivalente del nostro Ministro degli Esteri. Una delle obiezioni poste alla Clinton è legata all’attività della fondazione di suo marito, la Clinton Foundation, che accetta donazioni dall’estero. Si teme che questo possa creare una situazione di conflitto di interessi. La reazione della Clinton è stata di rassicurare il Senato che terrà bene a mente questa possibilità – insomma l’ha presa assai sul serio, malgrado il rischio sembri (a me, e probabilmente anche a lei) assai relativo. Lo dico giusto così, per non farci perdere la prospettiva di come dovrebbe, e potrebbe, funzionare l’integrità morale di un politico – in questo caso uno dei ministri, non il primo.

