Su Bugo concordo al 787% col direttore di Insound, che a proposito dell’ultimo album scrive:
Capisco che poi uno come Rino Gaetano venga considerato da alcuni un “genio” della canzone italiana. Quando si abbassa così esageratamente il livello di comparazione, per salvarne uno bisogna innalzarne altri cento. Bugo non vale un Vasco Rossi né un Rino Gaetano, che già non hanno niente di geniale. In questo suo nuovo sgangherato disco non riesco a trovare aspetti interessanti (…): le canzoni sono inconsistenti, la metrica è traballante, la dizione trascurata, i temi risibili.(…) Un pop senza fantasia, senza nemmeno quella promessa di glamour che può illuminare anche le periferie più desolate. Contatti è un disco da “sfigato di quartiere”, incapace di lasciarsi alle spalle la propria miseria perché non solo non ha letto abbastanza, ma non sembra neppure aver ascoltato i dischi giusti. Quelli giusti davvero, qualunque siano.
PS: Se siete perplessi sul giudizio dato a Gaetano, beh vi devo confessare una cosa: io c’ero ai tempi di Nun te reggae più, e non solo non mi piaceva (e non mi identificavo affatto con uno in tuba e calzamaglia) ma mi imbarazzava molto: io ascoltavo Bob Marley & the Wailers live!, o Rock’n’roll animal di Lou Reed – altro che E Berta filava.


Rino Gaetano non sarà un genio (fra le altre cose termine assai abusato) pero’ a questo punto mi chiedo come mai musicisti vecchi e nuovi (dagli Afterhours a Le Luci Della Centrale Elettrica) si sono rifatti più o meno apertamente a questo musicista. Per quanto riguarda il Bugatti, IMHO, nel tentativo di cambiare ha smarrito del tutto la bussola (e questo già a partire dal disco precedente). Più che sfigato di quartiere, mi sembra un (grosso) talento sprecato.
lo ammetto, ho sempre avuto un debole per bugo, fin all’epoca dei primi album (“vorrei avere un dio” è una perla assoluta…) e, sicuramente, gli ultimi album del ceffo non sono all’altezza…
però, permettimi, il giudizio espresso non lo accetto.
come se il fatto di “aver ascoltato i dischi giusti” possa essere una discriminante per farne uno, di disco giusto.
come se il fatto di “aver letto abbastanza” possa essere un criterio per discernere in assoluto le capacità di una persona.
certo, i due fattori possono essere un indizio (ovvio che, d’acchito, mi fido di più di chi ascolta i clash di chi ascolta toto cutugno), ma non dovrebbe diventare il metro di giudizio assolutistico per valutare una persona e/o le sue capacità (artistiche o meno che siano).
voglio dire, conosco tante ottime persone che ascoltano pessima musica e, al tempo stesso, ho rischiato di prendere delle grossissime inculate da chi aveva gusti musicali simili ai miei.
per dire, a me marley mi fa cacare, ma, caro sergio, ti considero ugualmente persona stimabilissima ed intellettualmente onesto.
per questo, mi stupisco che tu possa elaborare un giudizio artistico in questa maniera
piuttosto, un sano “non mi piace”, un umile “non lo capisco” o un superiore “non lo considero importante per la musica”
accetto e mi sforzerei di capire un giudizio come quello espresso nella prima parte della citazione del direttore di Insound: “canzoni inconsistenti, metrica traballante, dizione trascurata” (anche se, ancora, non li considero parametri di giudizio assoluti: dizione? metrica? cazzo, pensavo che fossero concetti superati!)
poi, per carità, su bugo si può dire quello che si vuole, così come su questi miei giudizi.
ciao
@ Alessio: che io sappia (e dovrei saperlo, dato che c’ero anche io) gli Afterhours hanno semplicemente fatto una cover di Gaetano. Ne ho fatta una anch’io in quella occasione, fu una proposta della BMG per ricircolare alcune delle sue canzoni. Detto questo, mi pare un po’ ardito sostenere che, dato che dei bravi musicisti hanno suonato dei suoi pezzi, allora dev’essere bravo. Cercati le sue canzoni e fatti un’opinione – magari diversa dalla mia.
@ Giandomenico: Aver ascoltato i dischi giusti è, nel 2008, condizione essenziale per farne di belli. Non a caso, nelle interviste, sempre più band parlano delle loro collezioni di album, dei loro ascolti, etc. Un esempio perfetto sono i White Stripes/Raconteurs: Jack White non solo è bravo e sveglissimo: ha ascoltato i dischi giusti, e non manca mai di dirlo. Proprio come aver letto i libri giusti serve a scriverne di belli. Dizione e metrica restano ingredienti importanti nella musica che piace a me. La dizione non deve necessariamente essere “corretta”, ovviamente. Ma Bugo, quando canta, pare che il suo palato pensi ad altro. La metrica poi, è ESSENZIALE, ed è la ragione per cui Max Pezzali andrà all’inferno. Mentre Bugo, più banalmente, dovrebbe scrivere sulla lavagna 1000 volte questa immortale frase: “A-Wop-bop-a-loo-lop a-lop-bam-boo”, che non vuol dire niente (proprio come i suoi testi) ma a) è uno dei capisaldi dei testi rock, e b) ha una metrica perfetta e inesorabile.
Che Rino Gaetano non fosse un genio mi pare scontato, al massimo era un buon “cantautore”: la sua mitizzazione è esclusivamente postuma (operazione fin troppo facile e anche un po’ nauseante, ma è stato così per tanti artisti anche migliori di lui). Su Bugo in linea di massima sono d’accordo: alcune delle sue prime canzoni mi piacevano, per il resto mi dice poco. Se quelli come lui rappresentano il futuro della musica, mi sa che continuerò senza rimorsi ad ascoltare i Doors e Coltrane.
P.S.: secondo me la metrica è solo UNA delle ragioni per cui Max Pezzali andrà all’inferno.
bugo? onestamente non l’ho mai seguito e contatti me lo sono “procurato” per pura curiosità proprio perchè è stato gonfiato un po’ ovunque dalle piccole ricerche musicali che ogni tanto mi capita di fare nel mio anfratto dove ho il mio pc. una volta procurato, ho inserito la playlist e ho premuto play. skip di ogni traccia, una ciofeca fatta e finita. l’ho tenuto per un po’ nella cartella dove tengo tutta la musica per dire “sì, ce l’ho” (non che sia positiva la cosa ma chissà, sarebbe potuto servire a qualcosa). la sfiga ha voluto che un giorno mi è capitato di dover fare un bel format C: e di perdere anche bugo. e sono qui che piango… si si, me l’hanno detto.