Gentile automobilista italiano,
alcune note da un osservatore che non ha guidato per diversi anni (specialmente in Italia) e che si è trovato al volante sull’Autosole in agosto:
• Il fatto che io mantenga la distanza di sicurezza in corsia di sorpasso non è un invito a inserirti al volo, senza freccia, tra me e l’auto che mi precede. Forse ti sfugge il semplice fatto che quella distanza serve a assicurarsi che NON avvengano incidenti, non viceversa. Se poi lo fai con un bambino a bordo (o una vasca da bagno legata male sul portapacchi) dovrebbero sculacciarti in pubblico – ma forte.
• L’adesivo “Bambino a bordo” dovrebbe suggerire maggiore accortezza agli altri veicoli, ma spesso parrebbe anche voler dire: “Settenne alla guida”, “Riflessi lenti, papà al telefono” o anche “Mamma ha comperato la patente”. Ma il mio preferito è “Attenzione: cane a bordo” che può voler dire solo una cosa: “Guido come un cane, penso come un cane, mi comporto come un cane: sono un cane.”
• Due vecchie storie: se la tua roulotte va a 87 all’ora non dovresti superare un camper che va a 86.8. Il sorpasso inizia a Orvieto e finisce a Barberino del Mugello, tu arrivi 37 secondi prima di lui ma hai scassato il cazzo a un’intera autostrada per decine di chilometri. Inoltre volevo dire ai cazzoni che mi frenano in culo e fanno i fari mentre supero un tir: attenzione, divento un cane e freno di botto senza motivo.
Si conferma insomma appieno una mia vecchia idea: dietro al volante l’umano diventa bestia – incluso il sottoscritto.

