Chiusa l’indagine dell’Antitrust su Google – ritenuto colpevole di abusare della sua posizione dominante nella gestione di Google News Italia. Da oggi dovrà condividere informazioni e ricavi con gli editori delle news, nonché consentire la rimozione di contenuti che questi editori non volessero far comparire su (facendo quindi guadagnare soldi a) Google News.
Di più: “Un’istruttoria antitrust non può sciogliere il nodo dell’adeguata remunerazione dell’attività delle imprese che producono contenuti editoriali online, per lo sfruttamento economico delle proprie opere da parte di altri soggetti. Occorre dunque una legge nazionale”, prosegue la nota dell’Authority, “che definisca un sistema di diritti di proprietà intellettuale in grado di incoraggiare su internet forme di cooperazione virtuosa tra i titolari di diritti di esclusiva sui contenuti editoriali e i fornitori di servizi innovativi che riproducono ed elaborano i contenuti protetti da tali diritti” (da Repubblica).
Esattamente in questo spirito, qualche settimana fa ho chiesto e ottenuto la rimozione di questo sito e dei suoi vari Feed RSS dall’aggregatore Liquida. Che non solo faceva comparire Fosforo sulle sue pagine, ma anche altrove – come ad esempio il quotidiano online Il Post (che non linko per evitare di mandargli gente) che sicuramente paga per questo servizio. Quella dell’antitrust quindi mi pare una saggia decisione, che non colpisce i singoli utenti (che possono sempre utilizzare i trackback per far comparire Fosforo nei loro blog) ma anzi tenta di tutelarli da “fornitori di servizi innovativi che riproducono ed elaborano i contenuti protetti” – insomma aziende come Liquida o Google News. Perché se a Il Post volessero dei miei contenuti io glieli fornirei con piacere – sempre contro denaro sonante, di genere euro e di quantità non inferiore a parecchio.

