Alla fine ci ho riprovato con Vieni via con me, che volevo vedere Maroni sadomaso. Che è arrivato dopo una serie di cose diciamo alterne, tra cui un bel monologo di Saviano e una versione del brano di Conte “cantata” da Luca Zingaretti la quale, secondo me, prima ha ucciso l’autore per poi consentirgli di rivoltarsi nella tomba. Alla fine, tra una sciagura e una sfiga, è arrivato Maroni. Che NON ha letto una lista (facendo felici Borghezio e i suoi) bensì un generico proclama su quanto ha fatto il governo. Insomma quella solita cosa che dice ovunque, a tutte le ore. Alla fine perfino Fazio se n’è accorto, e ha tentato di fare il birichino – senza scalfire la sicumera del Ministro (che è di marmo, mentre Fazio è di margarina). Seguono altri parenti delle vittime, vittime di sciagure, col fantasma di Sergio Zavoli che svolazzava per lo studio. Ho resistito fino al “balletto” – un delirio Rabelaisiano tra Las Vegas e Terzigno, coi ballerini vestiti di munnezz’ – e poi ho cambiato canale. Peccato per Guzzanti, ma grazie a Dio c’è Youtube.

