Quando un italiano entra in contatto con degli italo-americani il contrasto è sempre stridente, per mille ragioni. La più interessante per me è che loro, su molte questioni, sono una specie di capsula del tempo dell’Italia che fu, conservatori dell’italianità assai più impegnati di noi. Su altre vicende invece si sono divaricati dalla madre-patria, inventandosi un’italo-americanità che non ci somiglia affatto. In questa zona rientra una delle manifestazioni più visibili dell’essere italo nel 2010 (specie dopo Jersey Shore): il Fist Pump.

Si tratta di un ballo, o meglio di un passo (diciamo così), talmente identificato con l’Italia (o meglio coi Guidos) che sulla copertina di questa compila i colori sono proprio quei tre là. La musica è maranzissima (così come i capelli dei fist pumper) e la mossa non è da meno. Se cercate su Youtube trovate vagonate di esempi. Naturalmente l’obiettivo è di eseguirla con la naturale, sbarazzina simpatia di Mike “The Situation”.


1 thought on “Pompa quel pugno, Guido”
Comments are closed.