Il mio politico preferito, si fa per dire naturalmente, è quello che casca dal pero. Professionista di questo sport è il Ministro Scajola, uno degli esseri umani per me più sgradevoli nella storia dell’homo sapiens. Dopo essersi fatto cacciare dal governo qualche anno fa per aver offeso una vittima del terrorismo, e aver difeso a oltranza l’operato delle forze dell’ordine (poi ritenute colpevoli da un tribunale) durante il G8 di Genova, adesso è coinvolto in un esilarante scandalo a base di assegni circolari e appartamenti in centro a Roma (lui naturalmente si dichiara estraneo ai fatti). Leggo sul Corriere, virgolettato: “Nessun sospetto che 610mila euro per un appartamento da «nove vani e mezzo» vicino al Colosseo fosse troppo buono come affare? Il suo staff minimizza: «Era da ristrutturare, è un ammezzato, e sotto c’è la metropolitana che quando passa trema tutto».
Nove vani e mezzo con vista sul Colosseo a 610mila euro… Capisco che fare gli gnorri sia un modo di reagire, ma non pare anche a voi davvero un affare spettacolare – forse troppo – e una risposta ridicola?


Mi viene in mente un personaggio ricorrente della serie “little britain”, e cioè quel politico (o comunque personaggio pubblico) che si affaccia sul cancello di casa fra l’imbarazzo dei suoi familiari (impagabili le facce della moglie) arrampicandosi sugli specchi per fornire ai giornalisti che lo assediano improbabili ed esilaranti spiegazioni a qualsiasi tipo di infortunio. Ho riso fino alle lacrime quella volta che, pizzicato in compagnia di un giovanotto, disse di aver perso l’equilibrio e di essere “involontariamente scivolato dentro di lui”.