Leggo su Repubblica:
Il dominio .it è affidabile e conosciuto ma ancora in pochi lo usano: a rivelarlo è un’indagine condotta da Pragma per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, presentata a Roma, che evidenzia come, su un campione di 2150 intervistati, tra privati cittadini, imprese e opinion leader (politici, accademici, giornalisti, ecc.) il suffisso italiano debba ancora raggiungere una massiccia diffusione, soprattutto tra i singoli utenti e quanti, per ragioni professionali, legano il proprio nome ad un sito web con nome e cognome. (…) Per ovviare al problema e sviluppare una cultura della rete made in Italy, il prossimo 9 novembre il Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso il Registro.it, l’anagrafe dei domini italiani, organismo dell’Istituto di Informatica e Telematica (IIT) del Cnr avvierà dunque una vasta campagna d’informazione. L’obiettivo è incentivare l’utilizzo dei siti internet .it nella speranza di coinvolgere circa dieci milioni di potenziali nuovi utenti.
Come vedete qui in alto sono utente di un dominio .it. Che funziona esattamente come un .org o un .com (ho avuto entrambi), ma ha uno svantaggio: salvo a usare un server italiano (che in generale funzionano male, hanno un servizio clienti peggiore e costano parecchio di più), bisogna depositare il dominio .it presso un mantainer italiano che ve lo “mantiene”. Ogni anno mi tocca pagare circa il doppio di quello che mi costa l’altro dominio (.com) a un provider locale solo per questo servizio – perfettamente inutile, almeno per me.
Quindi, insieme alla “vasta campagna d’informazione con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo dei siti internet .it, nella speranza di coinvolgere circa dieci milioni di potenziali nuovi utenti”, magari si potrebbe cominciare a abolire questa inutile e costosa burocrazia. Quando ho scoperto questa regola sono stato sul punto di disfarmi del dominio e passare al .net. Quindi il mio consiglio è: fatti pure un sito internet, ma lascia stare il .it.


ciao Sergio,
tra le motivazioni aggiungici anche la procedura di registrazione più complessa (sempre che le cose non siano cambiate negli ultimi anni): per il dominio.it devi mandare una richiesta via fax (!). Per gli altri suffissi fai tutto online.
Till
I fax non sono più obbligatori finalmente a partire dalla fine di settembre: è tutto molto poco burocratico.
Io ho vari domini .it all’estero e in italia e pago uguale se non meno dei .com, quindi forse è il caso che cambi provider.
Lorenzo
Interessante… Quindi da settembre non bisogna più farli “mantenere” da un server italiano? Lorenzo (o chiunque altro) illuminaci (e stai calmo: forse è il caso che cambiamo tutti provider:)
Mmmm, mi sa di no. Dice Registro.it: “Il Maintainer è un fornitore di servizi che ha un contratto con il Registro in base al quale può gestire i domini .it in modalità asincrona, in proprio o per conto dei suoi clienti. Il Registro non si occupa, infatti, di registrare direttamente domini per conto degli utenti finali. Ciascun Maintainer, nella massima autonomia, offre servizi di ogni livello e prezzo, dalla semplice registrazione di un nome a dominio alla realizzazione di siti web, alla fornitura di connettività Internet, all’erogazione di servizi altamente specializzati. Ogni Maintainer stabilisce in autonomia anche i costi della registrazione e del mantenimento dei domini .it.” Insomma, se Registro.it fosse Totò Riina, allora il mantainer sarebbe uno dei taglieggiatori al suo servizio – tutti tranquilli, è solo una metafora.
io trovo inquietante che il cnr (ente benemerito, in cui cari amici lavorano in maniera eccellente e con soddisfazione) commissioni un’indagine sul “.it”. Perché? Che cazzo importa del suffisso di un sito? Sì, potrebbe essere un’indicazione preliminare della nazionalità… ma poi? E la fantomatica rete “Made in Italy” che dovrebbe rappresentarmi? E come pensano di conivolgere i nuovi utenti con l’utilizzo del “.it”? Non sarebbe molto meglio incentivare la diffusione dei pc e della banda larga adegunadosi agli standard qualitativi ed economici degli altri paesi europei? Oppure non sarebbe meglio insegnare internet e l’inglese nelle scuole, invece di ridurne le ore a favore del latino?
E poi ci chiediamo perché siamo un paese di merda…
pessimismo & fastidio.
Latest news: è come dicevo io, a meno che il provider non sia tra quelli “che hanno sottoscritto l’accordo per l’accesso al servizio Whois autenticato e che sono, pertanto, responsabili del trattamento.” Ennesima buffonata all’italiana.
Giandomenico: il CNR fa questa indagine perche’ i domini .it sono gestiti da loro, che invece di occuparsi di ricerche serie (come la tricologia sperimentale estrema applicata) gestiscono domini (d’altronde il CNR deve finanziarsi in qualche modo).
Dunque tentiamo di fare un po’ di ordine:
– SM: i domini li’ puoi registrare con qualsiasi provider che abbia un contratto con il registro ce ne sono molti anche esteri, ma non faccio nomi perche’ non mi sembra corretto. Questa cosa e’ cosi’ da sempre non e’ cambiata a fine settembre, se ti hanno detto il contrario ti hanno preso in giro o hanno sbagliato!
– Quello che e’ cambiato e’ che da fine settembre oltre ai maintainer esistono anche i registrar che registrano i domini in via totalmente elettronica e automatizzata senza essere costretti a mandare fogli di carta di nessun tipo (vedi http://www.nic.it/crea-e-modifica.it/crea-e-modifica.it).
– I riferimenti al whois autenticato non centrano un mazza!
Concludendo, nel tentativo di essere utili:
*) Da fine settembre la procedura per la registrazione di un dominio .it è stata semplificata: non bisogna più inviargi un fax, si fa tutto online: ottimo.
*) Resta una differenza essenziale, sia per la registrazione che per il mantenimento del nome: i domini italiani: “li puoi registrare con qualsiasi provider che abbia un contratto con il registro”, mentre queli internazionali “li puoi registrare con qualsiasi provider”.
Sergio, tutti i provider devono avere un contratto con un registro, che si tratti di .it o di .com, non c’è nessuna differenza.
Sergio, come ti dicevo, io uso gandi.net per tutto, sia i server che i domini: ho spostato tutti i domini .it che gestisco lì e faccio tutto online. :)