Certe volte è complicato essere solidali, specialmente se l’oggetto di questa simpatia è uno antipatico. Fattostà che ogni volta che leggo o sento parlare del “pervertito sessuale sadomasochista” Max Mosley mi torna su l’amaro. Mr. Mosley, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, è stato beccato (con un video diffuso in rete) mentre partecipava a “Un’orgia in stile nazista con cinque prostitute. E poi ancora fruste e divise naziste, ordini impartiti in tedesco.” (I dettagli qui)
Resto convinto che quello che si fa tra adulti consenzienti sia sempre lecito; e francamente la questione dello stile nazista mi lascia piuttosto indifferente. So (per sentito dire, per esperienza diretta e attraverso l’enorme letteratura esistente sull’argomento) che le nostre fantasie sessuali non sottostanno alle nostre convinzioni etiche e/o morali, anzi. Non si spiegherebbero altrimenti le complesse fantasie di violenza che albergano nella mente di un sacco di persone perbene – incluse moltissime donne. Naturalmente i confini sono fondamentali: consensualità dei partecipanti e consapevolezza dei limiti del gioco sessuale.
Due elementi forse involontariamente ma perfettamente sottolineati da tutti i media che hanno dato la notizia (in maniera orrenda e con un linguaggio esecrabile): non solo tutti i partecipanti erano consenzienti (le donne erano addirittura professioniste), ma la coscienza dei limiti del gioco risulta certissima, aldilà di qualsiasi dubbio: “Alla fine le ragazze brindano e fanno festa mentre Mosley, una volta rivestitosi, prende il the e poi lascia l’appartamento, che si trova poco distante dalla sua abitazione, tornando alla vita di tutti i giorni.”
A Max Mosley quindi va tutta la mia solidarietà. Tra l’altro ha anche deciso di non dimettersi e di battersi: “Nella maggior parte dei Paesi e’ illegale diffondere dettagli sulla vita privata di una persona”, scrive Mosley, “la pubblicazione fatta da News of the world e’ un’intrusione inammissibile nella mia privacy ed io perseguiro’ penalmente il giornale”. Bravo Max, sarai antipatico ma hai ragione da vendere.


Finalmente, cazzo.
Come al solito sei uno dei pochi che ragiona. Ti leggo su Rumore da non so quanti anni ed ero sicuro che avresti detto la tua (e bene) su questa storia semplicemente assurda. A tutti quelli che inorridiscono gli auguro di cuore di trovarsi on line il loro video mentre si masturbano pensando al vicino di casa. Di cuore.
Daje Sergio Messina, daje tutti.
L’unica cosa morbosa in questo caso è la curiosità di chi pensa di avere il diritto di informarsi-informare sulla vita privata di qualcuno. Ed il fatto che sia un personaggio pubblico non cambia i termini del problema.
In più c’è qualcosa di pericoloso in questa curiosità così diffusa: tra voler sbirciare nella privacy di qualcuno e pretendere di dirgli quello che deve/non deve fare il passo mi sembra breve.