Quest’anno avevo deciso di salutare il ritorno al proporzionale (che in teoria preferisco) andando a votare per qualcuno (operazione che temo sempre un po’, specie in caso di vittoria). Avevo perfino intrattenuto brevemente l’idea di poter votare la nuova formazione politica nata dalla fusione tra socialisti e radicali, la Rosa nel pugno. Mi era piaciuto il loro fermo richiamo alla laicità dello stato, insieme alla menzione (generica, ma meglio del niente di tutti gli altri) dell’antiproibizionismo, un tema a me caro. Non era un passo semplice, e avrei dovuto pensarci ancora a lungo, quando ho fatto una scoperta che mi ha fatto decidere immediatamente: nelle file della Rosa nel pugno è candidato Ugo Intini.


