Il catasto, le pensioni, l’IMU, l’IVA… Ormai mi pare ovvio dove Monti pensa di prendere le risorse per “salvare” l’Italia: da noi. Scommettiamo che non accadrà nessuna liberalizzazione (taxi, farmacie, ecc)? Scommettiamo che alle aziende (“il volano del futuro”, come dice l’Italia dei Carini) non toglieranno nulla (anzi, gli regaleranno l’abolizione dell’art. 18)? Scommettiamo che per le banche (tutte ex padrone dei nostri ministri, Monti in testa) non cambierà niente? Oramai è chiarissimo il senso del governo dei tecnici: prendersela con chi non può reagire (i poveracci, i pensionati, le prime case, insomma noi), lasciando stare tutti gli altri (aziende, industrie, evasori, tutti amiconi dei nostri attuali governanti).
Se il costo della crisi al dentista evasore (alla banca strozzina, all’industriale profittatore) glielo devi pagare tu, allora forse esistono altre soluzioni. Forse il fallimento dell’Italia, il cosiddetto default, è il male minore, se l’altra sola possibilità è il fallimento personale di milioni di italiani, la depressione economica di alcuni ma non di tutti, il salvataggio degli evasori finanziato da chi ha scelto di pagare tutte le tasse.
Una delle ragioni di chi difende il governo tecnico è che “può adottare provvedimenti impopolari senza la paura di perdere voti”. Ci sono molti modi di intendere questa frase; quella che mi pare evidente oggi è: può permettersi di rovinare la gente e salvare i suoi clienti (passati e futuri) secondo la logica per la quale la finanza e le aziende sono più importanti di noi.
PS: Ho sempre chiesto con puntiglio lo scontrino e la ricevuta. Ma dal primo gennaio farò come fanno i dentisti: se la pizzeria mi scala l’IVA, allora senza ricevuta andrà benissimo.

