Trovo onestamente assurda l’opinione di Giovanna Zincone espressa sulla Stampa di oggi. Dopo una lunga analisi, significativamente intitolata Porti il burqa? Non puoi vivere in Italia ecco la sua conclusione:
Tra i valori citati dalla carta si ribadisce in più punti la pari dignità e l’uguaglianza di diritti della donna dentro e fuori della famiglia, e il divieto di coercizione in tutti gli ambiti. Mi pare chiaro che chi imponga o indossi burqa e niqab dimostra di non accettare questi valori della carta, e quindi non possa ottenere un permesso di soggiorno. Non vedo come questa constatazione possa dividere destra e sinistra. Non reprime nulla, pone semplicemente una condizione che si può consapevolmente accettare o respingere. Basta dunque renderla più esplicita, come si è fatto con la poligamia.
Da che mondo è mondo il vestiario è un campo di battaglia culturale, specie quello delle donne. Il punto è che se noi vietiamo certo vestiario, poi non dobbiamo meravigliarci se altri paesi, come l’Arabia Saudita o L’Iran, ne vietino degli altri come i jeans o la minigonna – proprio in nome dei loro valori. E’ proprio il proibizionismo a non funzionare: io voglio accogliere nel mio paese delle famiglie nelle quali le donne sono poste in una condizione di inferiorità, visibile o meno (e Zincone non dice come si potrebbe appurare questa condizione: parrebbe solo una questione di abito). Una volta arrivate qui, proprio grazie ai miei valori, costituzionali o meno, io posso cercare di mostrare loro nuove soluzioni e diverse concezioni dei rapporti tra sessi. La proibizione non funziona mai, mentre l’esempio funziona quasi sempre – come dimostrano le centinaia di migliaia di famiglie giunte in Italia da ogni dove, ognuna con le proprie antiche tradizioni, usi e costumi, che stanno compiendo (spesso problematicamente) un tragitto culturale e sociale proprio grazie al fatto che abitano insieme a noi. E noi li vogliamo cacciare via?


“La proibizione non funziona mai, mentre l’esempio funziona quasi sempre”
questa affermazione dovrebbe essere alla base di ogni sistema didattico-educativo…