Non so per voi, ma per me agosto è un po’ un lungo fine anno. La mia stagione lavorativa inizia a settembre, quindi agosto è un mese di piani, di progetti e idee. Alcuni naturalmente sono lavori più “obbligati”, come rivedere e aggiustare i miei corsi (un interessante processo che non finisce davvero mai), mentre poi c’è un’area meno definita che sta tra il desiderio, il buon proposito e la progettualità lavorativa. Tra le cose che mi piacerebbe riprendere a fare l’anno prossimo c’è la radio – quella in diretta. Non solo è un medium divertentissimo; è anche una delle cose che mi pare di saper fare bene (ho passato circa 12 anni della mia vita – tra i 15 e i 27 – quasi tutti in diretta radiofonica). Inoltre, consentitemi, il panorama radiofonico mi pare desolante, sanitizzato e molle. Da quando ho l’auto ascolto molta radio, e sono mille gli aggettivi che mi sgorgano mentre l’ascolto. Però purtroppo mai i due che secondo me fanno un bel programma radio in diretta: urgente e pericoloso.
Quindi se avete una radio, o ne dirigete una, prendete in considerazione l’idea di ospitare qualcosa di nuovo e bizzarro sulle vostre frequenze. Secondo me c’è perfino da guadagnare dei soldi: a fare i nientologi so’ buoni tutti (ed è subito sbadiglio), mentre per dare agli ascoltatori la sensazione che TUTTO possa succedere c’è soltanto il vostro Uncle Serge (termine coniato dai miei nipoti losangelini). Ne riparliamo a settembre.

