Poi un giorno qualcuno dovrà spiegarmi il motivo per cui noi italiani siamo così disonesti. Siamo pieni di leggi fatte per impedirci di fare i furbi, ma molti di noi le aggirano comunque. Nei rapporti con lo Stato si parte sempre dal presupposto che noi mentiamo, o che comunque distorciamo la realtà per il nostro tornaconto personale. Giustamente: molti di noi lo fanno – la maggioranza. Questa disonestà filtra in molti ambiti della nostra vita, da quelli condominiali a quelli personali, sociali, artistici… L’incapacità di capire il valore dell’onestà è una delle cose sorprendenti dell’Italia. Perfino i più onesti, quelli che non farebbero mai niente di male, quando però poi si trovano in momenti topici (tipo trovare il lavoro al figlio) non si fanno scrupoli: “Ma che c’entra: quella è una cosa importantissima”. Ah ecco, siamo onesti sulle cazzate, però poi l’abusetto edilizio, il posto al nipote o saltare la fila alla ASL (“Mia moglie sta male”, come se quelle degli altri si facessero test dei tumori per passatempo) vanno benissimo. Poveracci, io un po’ li capisco: a essere onesti in Italia c’è da soffrire moltissimo. E’ una delle ragioni per cui passo tanto tempo fuori.
Ma la mia domanda iniziale resta senza risposta: come mai? Cosa ci è successo? Basta la nostra storia a spiegare la nostra spregevolezza? Come capita a un popolo di diventare così brutto dentro? Ecco cosa mi domando nei giorni del centocinquantenario.


Io in generale non credo che, statisticamente, siamo peggio degli altri in questa prospettiva. Per questo mi sforzo di non arrendermi, e anzi di trovare irritante, la tendenza che un po’ abbiamo a dire “ah signora mia ma solo in Italia…” e a sentirci vittime di noi stessi.
Quello che credo e’ che siamo sicuramente piu’ EVIDENTI degli altri: non ci preoccupiamo di nasconderci quando elemosiniamo favori o tentiamo di fregare il prossimo. Non credo pero’ (sara’ perche’ contro certi pregiudizi ci devo combattere tutti i giorni) che gli altri si comportino necessariamente meglio – forse hanno piu’ pudore, forse sono solo un po’ meno esausti di dovere sempre dare delle spiegazioni dopo aver svelato da dove vengono. E hanno delle regole che vengono applicate, nella gran parte dei casi, e delle punizioni vere per reati veri, e questo a noi manca.
Ecco.
@Gr:
forse non solo in italia. ma fidati che esistono realtà molto più oneste.
noi facciamo proprio fatica.
“L’incapacità di capire il valore dell’onestà è una delle cose sorprendenti dell’Italia.”
concordo con te. a questo proposito, mi è stato consigliato un libro, La fabbrica dell’obbedienza di Ermanno Rea che è una analisi interessante. è uno spunto di riflessione…
GR: Purtroppo in questa prospettiva siamo assai peggio degli altri. Gli altri lo saranno in altre, ma non in questa. Mi diceva un amico giapponese che vive in Italia che a Tokyo, durante il razionamento, nessuno è corso a accaparrarsi nulla – senza bisogno di controlli. La gente andava al distributore e faceva 15 litri a testa, la quota assegnata a ognuno, e non una goccia di più. In quale altro paese del mondo la gente parcheggia nelle zone dei disabili e, quando glielo fai notare, ti risponde che tanto i disabili non ci sono?