Spesso di mattina, se ho tempo, leggo i quotidiani italiani online. Cerco anche di variare la mia dieta: il Corriere, Repubblica, la Stampa, il sublime Messaggero di Roma (coi dettagli splatter)… Stamattina apro il sito del Corriere e vedo un’immensa foto di Adriano Celentano. Oddio, il molleggiato ci avrà lasciato? Macché:
Chi non Ruba è un Cretino, colloquio tra Adriano Celentano e Beppe Grillo
I sogni svaniti e i «bisogni della gente». L’annuncio di un progetto più rock. Citando una frase di Gesù sull’onestà.
Lievemente trasecolato, clicco e vengo trasportato in una pagina che si apre con una dichiarazione di Ferruccio de Bortoli, che dirige il quotidiano:
Adriano Celentano, ogni tanto, manda un suo scritto al Corriere. Non sempre siamo d’accordo con lui. Ma la libertà dell’artista, specie di questi tempi, è sacra ed è sempre una ventata d’aria fresca. Per fortuna. È un colloquio con Beppe Grillo su temi d’attualità. Grillo non è mai stato tenero con noi. Ma anche la sua libertà qui è rispettata. (f. de b.)
Segue quello che si potrebbe definire l’equivalente umano di un colloquio tra vasi di geranio. L’incipit è da antologia:
Quando sento che il mio cellulare squilla, mi viene spontaneo rispondere senza guardare chi è che chiama. Claudia infatti mi rimprovera sempre: «Ma perché non guardi prima di rispondere?». Ha ragione, ma il mio è quasi un riflesso condizionato.
Giusto una considerazione: io, che non ho alcun genere di spazio sul Corriere (che non ha neppure registrato l’esistenza del mio libro), ho questo blog, che non vende un milione di copie al giorno ma ha circa 600 visitatori. E’ il mio blog, e posso scriverci il cazzo che mi pare. Beh, in sette anni non mi sono mai permesso di scrivere una frase di questo genere. Perché pur essendo io spasmodicamente appassionato della mia libertà d’artista, ho un valore più grande: il rispetto verso di voi. Ma naturalmente io non sono Adriano, e neanche Beppe. E nemmeno de Bortoli, col quale però concordo: “Per fortuna”.

